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Politica

I Giovani socialisti aderiscono alla sciopero della Cgil

Di Redazione2 settembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La segretaria della Cgil Camusso in un comizio

La segretaria della Cgil Camusso in un comizio

BERGAMO — I Giovani socialisti di Bergamo aderiranno allo sciopero del prossimo 6 settembre proclamato dalla Cgil. Ecco la lettera di adesione inviata dal segretazione nazionale Luigi Iorio alla numero uno del sindacato, la segretaria Camusso.

“Abbiamo deciso sin da subito di aderire allo sciopero generale indetto dalla organizzazione che tu rappresenti, previsto per il 6 settembre. Lo abbiamo fatto perchè crediamo che la condizione giovanile in questo Paese sia al collasso totale, e perché da Socialisti, siamo storicamente sensibili alle tematiche del lavoro ed alla difesa dei diritti.

Quando assistiamo a questo tipo di manovra economica presentato dall’attuale Governo, io oserei dire, forse anche in modo provocatorio, che scioperare è poco a confronto! Rispettiamo l’autonomia di ogni sindacato e le conseguenti scelte, anche se non possiamo non ritenere che il comportamento di Cisl e Uil sia narcotizzato dai giochi di palazzo, così ledendo al futuro dei giovani, dei lavoratori dell’Italia. Per questo occorre un cambio di linea imminente.

Noi diremo la nostra in piazza il 6 settembre assieme a voi, come è giusto che i giovani facciano difendendo il proprio futuro, e come d’altronde è accaduto e sta accadendo in tutto il mondo, dall’Europa al Nord Africa fino ad arrivare in India. “Se non ora quando”, era lo slogan di migliaia di ragazzi scesi in piazza a Roma nello scorso aprile, evidenziando la condizione di malessere delle nuove generazioni, condizione ignorata, invece, da sempre, da Berlusconi e dal suo Governo, intriso di false illusioni e speranze verso i cittadini.

Come le recenti statistiche dimostrano in modo impietoso, il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è salito al 29%, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al 2010 e di 2,4 punti percentuali rispetto a dicembre 2009, segnando così un nuovo record negativo. Si tratta, infatti, del livello più alto dall’inizio delle serie storiche mensili, ovvero dal gennaio del 2004. Inoltre, se si compara questo dato alla media europea (20% circa), il dramma delle giovani generazioni italiane diventa tragedia.

La manovra presentata dal Governo si sta rivelando il solito imbroglio berlusconiano, perché – nella schizofrenia dei dati e delle misure che mutano ad ogni piè sospinto –premia gli evasori, mentre penalizza oltremodo statali, giovani e pensionati.

In particolare, ancora una volta nessuna norma è dettata per favorire l’occupazione giovanile, e in una prospettiva più ampia, scoraggiare la contrattazione a termine. Anzi ,questa si rafforza sempre più come pilastro delle relazioni fra datore e prestatore di lavoro. Ancora: le disposizioni in materia di contrattazione collettiva appaiono un salto indietro nel passato, poiché, ammettendo la possibilità di deroghe alla legge ed al ccnl da parte dei contratti aziendali, si svilisce il principio costituzionale di eguaglianza ed uniformità di trattamento.

Come giovani e Socialisti, siamo persuasi che se davvero si volesse salvare il Paese, si dovrebbe intervenire sui grandi patrimoni, sulle rendite finanziarie a carico di speculatori senza scrupoli, evitando insostenibili tagli dei servizi sociali e regressivi aumenti di tasse agli enti locali.

Ecco perché abbiamo, tutti, il dovere di farci sentire, dinanzi a lampanti esempi di incapacità politica ed assenza di strategia, come la decisione della maggioranza di presentare la norma sulle pensioni che prevede l’eliminazione dal computo degli anni di servizio del riscatto della laurea e del servizio militare. È molto grave e diseducativo per i giovani far capire che allo Stato dello studio e degli anni impiegati a difendere la patria non importi nulla. Anche se queste folli misure fossero eliminate, non verrebbero meno le ragioni dello sciopero generale, in piazza, dove noi saremo sempre, senza se e senza ma”.

Luigi Iorio
Segretario nazionale FGS

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