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Bergamo

Yara, falsa la lettera a L’Eco: denunciato il mitomane

Di Redazione20 agosto 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Yara Gambirasio

Yara Gambirasio

BERGAMO — La lettera, inviata a L’Eco di Bergamo l’8 agosto scorso, fece molto scalpore. Solo che era completamente falsa. E’ stato denunciato per il reato di autocalunnia l’autore della missiva anonima in cui confessava di essere l’assassino di Yara Gambirasio.

Il mitomane è un uomo disoccupato di 33 anni, residente ad Alessandria, in cura per problemi psichiatrici. Ai carabinieri ha ammesso di essersi inventato tutto.

Nella sua abitazione i militari hanno trovato un normografo, probabilmente lo stesso utilizzato per scrivere la lettera al giornale. Il 33enne, che ha scritto la missiva facendo riferimento a quanto letto sui giornali, sarà ascoltato la prossima settimana dal pubblico ministero Letizia Ruggeri, che coordina le indagini. L’uomo rischia una pena fino a tre anni di reclusione.

Il pm chiede silenzio per poter trovare l’assassino di Yara, spera che le lettere anonime cessino per potersi concentrare sulle indagini, esige il segreto istruttorio perché ogni notizia può differire il momento della tanto attesa svolta.

“Abbiamo perso tanto tempo” ha detto il pm Letizia Ruggeri all’Adnkronos. “Era una lettera confezionata piuttosto bene, con riferimenti precisi presi dalla stampa. Ha sottratto energie alle indagini, per questo ritengo fondamentale il segreto istruttorio e mi auguro che non escano più notizie relative a questa vicenda”. Sono “almeno 100 le lettere che dall’inizio del caso mi sono state inviate”, rivela. Ma il magistrato che dal 26 novembre scorso indaga sull’omicidio della giovane promessa della ginnastica ritmica non è l’unica a ricevere missive anonime.

Sono centinaia le persone che dall’inizio del caso hanno scritto lettere, più o meno deliranti “alla famiglia di Yara, ai carabinieri o alla Questura, e ancora le hanno indirizzate al Procuratore capo o inviate direttamente a qualche giornale”, spiega il pm Ruggeri. Un esercito di mitomani che, finora, “ha solo rallentato le indagini. Tante missive sono farneticanti e le mettiamo subito da parte, altre invece richiedono lavoro”, aggiunge.

Gli inquirenti non possono sottovalutare, né tralasciare nessuna pista, ma così “si finisce per perdere tempo, per sottrarre troppe risorse fondamentali alle indagini. Chiedo e mi auguro che possa calare il silenzio, in modo da essere al riparo da queste cose”.

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