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Poesie

“L’Angelo buono” di Rafael Alberti

Di Redazione14 agosto 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Venne quello che amavo,
quello che chiamavo.
Non quello che spazza cieli senza difese,
astri senza capanne,
lune senza patria,
nevi.
Nevi di quelle cadute da una mano,
un nome,
un sogno,
una fronte.
Non quello che ai suoi capelli
legò la morte.
Quello che io amavo.
Senza graffiare i venti,
senza ferire foglie né muovere cristalli.
Quello che ai suoi capelli
legò il silenzio.
Per scavarmi, senza farmi male,
una riviera di luce dolce nel petto
e rendere la mia anima navigabile.

“Estate” di Hermann Hesse

aaaaaaaaa Improvvisamente fu piena estate. I campi verdi di grano, cresciuti e riempiti nelle lunghe settimane di piogge, cominciavano ...

“Il vuoto” di Georges Bataille

poes Le fiamme ci avvolsero sotto i nostri passi l'abisso si aprì un silenzio di latte ...