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Italia

Melania, impronta insanguinata nella casa di Parolisi

Di Redazione8 agosto 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi

TERAMO — Ancora indagini scientifiche alla ricerca della prova che può incastrare Salvatore Parolisi, per ora unico indagato in carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea. Il Ris dei carabinieri avrebbero rinvenuto tracce, quasi sicuramente di sangue, sull’impronta lasciata dal tacco di un modello di scarpa da uomo, nella casa in cui la coppia viveva a Favignana.

Se quel materiale genetico dovesse risultare appartenere a Melania, sarebbe uno scacco matto per il caporalmaggiore. Al vaglio degli esperti anche un porta saponette e una busta, ritrovati nel garage del caporal maggiore, su cui, grazie al luminol, sarebbe state rilevata la presenza di tracce ematiche.

Al contrario, è sparita la lavatrice di casa che, secondo la testimonianza di una vicina, sarebbe stata in funzione per ore nella notte fra il 18 e il 19 aprile, data della scomparsa e dell’omicidio di Melania. L’elettrodomestico non è più presente nell’appartamento, è stato portato via dai parenti di Salvatore. Gli inquirenti erano alla ricerca di possibili tracce di sangue lasciate, secondo l’accusa, dai vestiti lavati in fretta e furia dal militare per eliminare prove di un suo coinvolgimento nell’omicidio della moglie

Nel frattempo la procura militare di Roma ha aperto un’inchiesta sui presunti abusi che sarebbero stati commessi dal personale della caserma Clementi di Ascoli Piceno “svolta anche a tutela delle Forze armate, della loro onorabilità”.

Lo spiega lo stesso procuratore militare, Marco De Paolis, precisando che l’indagine “è soltanto all’inizio e non ci sono indagati”. L’obiettivo della procura militare di Roma è far luce su presunti ricatti sessuali e il comportamento degli istruttori della caserma emersi nell’indagine sull’omicidio di Melania Rea.

Nell’inchiesta sono previste audizioni anche di Ludovica e Rosa, le ragazze amanti del caporalmaggiore Parolisi.

Il pm ha spiegato che si vogliono approfondire i rapporti fra i superiori e le soldatesse per capire se vi possano essere state pressioni da parte dei gradi più elevati, per costringerle a compiere qualcosa di contrario al loro dovere militare. Questo reato è punito con la reclusione fino a 5 anni.

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