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Melania, scoperti indirizzi di trans nel computer di Parolisi

Di Redazione5 agosto 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Salvatore Parolisi e Melania Rea

Salvatore Parolisi e Melania Rea

TERAMO — S’infittisce il mistero della morte di Melania Rea. Gli inquirenti hanno pochi dubbi su chi abbia commesso l’omicidio. Tuttavia sospettano che il movente non sia passionale, ma un segreto custodito nella caserma.

Quel segreto di cui Melania parla due giorni prima di morire, il 16 aprile, alla sua amica Rosa che la trova “molto nervosa. Melania mi disse di dovermi riferire qualcosa di molto brutto” riportano le carte processuali. Cosa dovesse dirle non si sa, ma il 19 aprile, Parolisi chiede all’amica se avesse sentito Melania: “Temeva forse che le avesse rivelato un segreto inconfessabile?” si domanda il Gip, ipotizzando che “la moglie – che lo seguiva e lo controllava – avesse scoperto qualcosa di assai più grave, o anche solo di torbido”.

Il Gip ritiene che occorra “approfondire i rapporti interni alla caserma, con l’eventuale esistenza di giri di droga” ai quali ha fatto riferimento lo stesso Parolisi. Inoltre, dopo avere evidenziato le tante dichiarazioni “dettate dalla volontà di sviare le indagini”, il Gip avverte: “Deve essere ricordato, per avere il sapore di una excusatio non petita davvero sospetta, il commento dell’indagato che, nel negare di avere certezza di fatti compromettenti avvenuti in caserma (stupefacenti, prostituzione), non mancava però di buttare lì, senza che gli fosse richiesto, una sua ‘preoccupazione’: l’esistenza di storie sataniche (‘tempo fa – disse Parolisi agli investigatori – una ragazza fu legata al letto e le accesero dei fuochi intorno)”.

Scrive ancora il gip nell’ordinanza: “Non vi è dubbio che allo stato delle conoscenze storiche acquisite il fatto debba essere ascritto a Salvatore Parolisi senza alcuna ragionevole possibilità di alternativa”. Ma non era solo, secondo il giudice. Parolisi potrebbe aver avuto un complice: “E’ possibile che Parolisi abbia avuto un complice”, qualcuno che lo abbia aiutato a “completare l’opera”.

Ma ciò che è più importante, per capire davvero il movente del delitto, è approfondire i rapporti interni alla caserma, “l’eventuale esistenza di giri di droga”, la posta di “ulteriori diverse frequentazioni extraconiugali di Parolisi”. Il gip fa riferimento, con tutta probabilità, agli indirizzi di trans scoperti nel pc del caporalmaggiore dai carabinieri.

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