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Il nepotismo si scopre con una formula

Di Redazione5 agosto 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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“Measuring Nepotism: the Case of Italian Academia”. Questo il titolo della ricerca di Stefano Allesina, cervello in fuga da Carpi per volare a Chicago, dove si occupa di modelli matematici applicati all’ecologia.

Come si può calcolare il nepotismo, il peso dei baroni? Ebbene, Allesina, 35 anni, spulciando la banca dati del ministero dell’Istruzione, ha controllato quante volte lo stesso cognome si ripete all’interno delle 94 università italiane.

Certo, avere lo stesso cognome non significa essere parenti, ma semplicemente omonimi. Tuttavia, tra gli oltre 61 mila professori e ricercatori a tempo indeterminato delle università italiane, ci sono 4.583 cognomi ripetuti due volte, 1.903 che compaiono tre volte.

Record assoluto di nepotismo-omoninia al Sud, alla Lum Jean Monnet, piccolo ateneo privato della Puglia, seguito da Sassari e Cagliari, mentre per trovare la prima università del Nord bisogna scendere fino alla 15esima posizione con Modena e Reggio Emilia.

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