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Isola

Yara uccisa da tre fattori concomitanti: botte, coltellate e freddo

Di Redazione3 agosto 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cristina Cattaneo sul luogo del ritrovamento

Cristina Cattaneo sul luogo del ritrovamento

BERGAMO — La soluzione del giallo non arriverà dall’autopsia. Ma la relazione dell’esperta di medicina legale Cristina Cattaneo, che arriverà nei prossimi giorni sul tavolo di Letizia Ruggeri, il magistrato che si occupa del caso, metterà alcuni punti fermi sulla morte di Yara Gambirasio.

Secondo quanto trapelato finora, dopo l’aggressione nella palestra di Brembate Sopra, la ragazzina sarebbe stata uccisa da una serie concomitante di fattori. Un colpo alla testa, una serie di coltellate e infine il freddo nel campo di Chignolo che quella sera era intenso, con temperature prossime allo zero.

Nessuno di questi fattori è stato determinante nella morte della ragazzina, ma tutti hanno concorso a stroncarne la vita. Altre rivelazioni importanti riguardano il dna trovato sugli slip di Yara. Quella traccia, come noto da tempo, appartiene a un uomo di razza bianca ma non si tratta di liquido seminale. Il reperto non corrisponde al Dna di nessuna delle quattromila persone sottoposte al test in questi mesi. Ma appartiene, con ragionevole certezza, a colui che ha commesso l’omicidio.

Secondo quanto trapelato, alla fine Yara sarebbe morta di stenti in quel campo, mentre le coltellate potrebbero essere solo un tentativo di confondere le indagini.

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