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Bergamo

Nuovo Ospedale: la Dec vanta crediti anche dal San Raffaele

Di Redazione27 luglio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il nuovo ospedale di Bergamo

Il nuovo ospedale di Bergamo

BERGAMO — E’ giù soldi a palate, pubblici s’intende. Il Consiglio regionale ha dato via libera al finanziamento aggiuntivo di 76 milioni per il nuovo ospedale di Bergamo.

Il denaro fa parte del fondo rotativo per l’edilizia sanitaria inserito nell’assestamento di bilancio. Hanno votato a favore del provvedimento PdL e Lega. Contro, tutte le opposizioni Pd, IdV, Udc, pensionati e Sel. Non è passato invece, anche con il voto del Pd, la richiesta dell’Italia dei Valori di bloccare lo stanziamento.

La Regione destinerà dunque altri 85 milioni ai Riuniti per la nuova struttura alla Trucca. Due per la trincea contro le infiltrazioni d’acqua, un altro paio per gli adeguamenti richiesti da Asl e Vigili del Fuoco, e 36 milioni per nuove attrezzature mediche.

La restante quarantina di milioni servirà per chiudere in maniera bonaria la causa intentata dal consorzio composto dalla Dec di Bari (capofila), dalla bergamasca Termigas (società controllata al 100 per cento dalla Misma partecipazioni srl), dalla Busti impianti spa di Bologna e la Sacaim spa di Venezia. I costruttori del nuovo ospedale reclamano di aver anticipato i soldi per adeguamenti tecnici richiesti dell’Azienda ospedaliera e dall’Asl, e non previsti nell’appalto secondo l’impresa.

Quello di Bergamo non è l’unico ospedale verso cui la Dec vanta dei crediti. La società di costruzioni reclama una restituzione milionaria di denaro anche dalla Fondazione San Raffaele di Don Verzè. Per questo il 29 giugno scorso ha notificato un atto di citazione al tribunale “con il quale chiede la condanna della Fondazione a restituire 28,8 milioni di euro che Dec (appaltatore di varie strutture ospedaliere della Fondazione) avrebbe immediatamente pagato alla Fondazione. Data la rilevanza della richiesta – si legge sulla nota integrativa di bilancio redatta dai contabili di don Verzè – occorre approfondirne la fondatezza”.

La società costruttrice ha presentato ricorso e la prima udienza è fissata per il primo dicembre prossimo. Il credito, secondo lo studio legale milanese che assiste la Dec, è frutto di un vecchio pagamento fatto indebitamente dall’azienda al San Raffaele. “Si tratta di un credito pagato per uno dei lavori fatti per il San Raffaele – ha spiegato alla stampa Paolo Calmetta, legale della società – e che dopo un’analisi al termine del cantiere abbiamo valutato non fosse dovuto”. La Dec, molto presente nell’edilizia pubblica ed ecclesiastica, pretende dall’ospedale di Don Verzè anche altri 5 milioni, frutto di un prestito. Il flusso di denaro, così come tutta la situazione finanziaria del San Raffaele, è sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di finanza.

“L’importo dei 28 milioni – precisa un comunicato dell’impresa barese – discende da un credito vantato dalla Dec per forniture effettuate a seguito di regolari contratti di appalto. La modalità del saldo di tale importo è stato oggetto di una normale attività di negoziazione protrattasi nel tempo. Si tratta di una procedura usualmente adottata tra fornitore e cliente specialmente nei casi in cui il cliente riveste notevole importanza e vanta una posizione di prestigio a livello internazionale. Constatata l’impossibilità di pervenire ad una soluzione condivisa, la Dec – come peraltro altre imprese creditrici – ha già proceduto alla richiesta di soddisfazione del credito vantato per via giudiziaria. Ovviamente, la Dec è a disposizione per fornire in dettaglio ogni informazione utile agli organi inquirenti”.

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