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Esteri

Il mostro di Oslo aveva “fratelli templari ” anche in Italia

Di Redazione26 luglio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Fiori sull'isola di Utoya

Fiori sull'isola di Utoya

OSLO, Norvegia — Avrebbe voluto brindare alla sua operazione con “una bottiglia di champagne e due prostitute d’alto bordo”. E’ quanto emerge dai diari pubblicati sul web da Andreas Breivik, autore delle stragi di Oslo di venerdì scorso.

Gli investigatori stanno analizzando i rapporti internazionali che l’uomo intratteneva con i “fratelli templari” di cui parla anche nel manifesto-memoriale diffuso prima degli attacchi, dove è descritta una rete transnazionale, composta da cellule autonome e indipendenti e che, a quanto si legge, potrebbe avere ramificazioni anche in Italia.

Breivik parla infatti di “fratelli e sorelle in Inghilterra, Francia, Germania, Svezia, Austria, Italia, Spagna, Finlandia, Belgio, Olanda, Danimarca, Usa”.

Intanto il fronte delle indagini si è già allargato anche all’estero, con una pista indirizzata verso la Polonia, dove il killer avrebbe acquistato prodotti chimici utili per fabbricare esplosivi, un fatto per cui già lo scorso marzo era stato segnalato ai servizi di sicurezza.

Un’altra pista porta invece a Praga, dove l’uomo avrebbe cercato di acquistare armi, mentre in tutta Europa si alza la guardia contro la minaccia dell’estremismo di destra. Dal memoriale messo sul web da Breivik continuano poi a emergere dettagli che aggiungono del grottesco all’orrore della vicenda.

A dispetto della sua rigida morale sessuale, si scopre ad esempio che Breivik progettava di “festeggiare” la sua imminente operazione “di martirio” con una bottiglia di vino francese e due “prostitute di alto bordo”. Da oggi, accusato formalmente di terrorismo, lo aspetta invece la prigione. Il giudice ha stabilito per lui otto settimane di carcere preventivo, di cui quattro in isolamento totale: non potrà vedere o sentire radio e tv, non riceverà lettere o visite, tranne che da parte del suo avvocato e naturalmente sarà tenuto ben lontano dai media.

Nel frattempo il bilancio della sparatoria di Utoya è passato da 85 a 68 morti accertati.

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