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Doni e Manfredini deferiti. Ipotesi responsabilità oggettiva per l’Atalanta

Di Redazione26 luglio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cristiano Doni

Cristiano Doni

BERGAMO — Trentadue pagine. E’ questa la consistenza del documento con il quale il procuratore della Federcalcio Stefano Palazzi ha deferito diciotto club e 26 tra giocatori, dirigenti ed ex campioni, ma anche due società di serie A e tre di serie B.

Dopo venti giorni di audizioni, interrogatori e mille pagine d’indagini, Stefano Palazzi ha fatto scattare i suoi deferimenti per lo scandalo del calcioscommesse.

I capi d’accusa sono pesanti: si va dalla violazione della lealtà sportiva (art.1) fino all’associazione per illecito sportivo (art.9).

Ma per quanto riguarda l’Atalanta? Quali sono i rischi? Doni e Manfredini sono stati deferiti per illecito sportivo. Per entrambi la motivazione cita “per aver cercato di alterare il risultato della partita riuscendovi”. Non si parla invece esplicitamente di scommesse.

Secondo il codice di disciplina sportiva – e sempre che i giudici diano ragione all’accusa -, Doni rischia fino a tre anni di squalifica. Mentre l’Atalanta, accusata di responsabilità oggettiva e presunta per i comportamenti dello stesso Doni e di Manfredini in due partite diverse (Atalanta-Piacenza e Ascoli-Atalanta), potrebbe incappare come minimo in una penalizzazione, come massimo all’esclusione dal campionato di competenza.

Il procuratore federale Palazzi formulerà le sue richieste di condanna di fronte alla Disciplinare nel processo sportivo imminente.

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