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Valbrembana

Carona: 800 visitatori alla scoperta della centrale Enel

Di Redazione25 luglio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La centrale elettrica di Carona

La centrale elettrica di Carona

CARONA — Grande successo di pubblico per l’apertura della centrale elettrica di Carona in occasione del programma “Centrali aperte” di Enel. Più di 800 visitatori sono infatti giunti per ammirare uno degli impianti idroelettrici più antichi della Val Brembana.

Oltre alla vista guidata il pubblico ha ammirato i manufatti artigianali esposti da un gruppo di ricamatrici locali, ascoltato antichi canti della tradizione bergamasca e degustato prodotti locali come miele, salumi, formaggi e vini.

La centrale di Carona, entrata in servizio nel 1924, è costituita da 2 edifici austeri con elementi architettonici classicheggianti. Sulle pareti interne della sala macchine è possibile ammirare i pregevoli affreschi, raffiguranti le planimetrie e lo schema generale degli impianti idroelettrici della valle. Alla fine degli anni ’80 i tre gruppi turbina/alternatore originali sono stati sostituiti da un unico gruppo di potenza pari a 48 mila chilowatt. La producibilità media annua dell’impianto è pari a 83 milioni di chilowattora, sufficienti al fabbisogno di circa 30.000 famiglie.

Infine per tutti i visitatori Enel ha previsto una piccola sorpresa: un “Foresty”, piccolo contenitore realizzato interamente in materiale riciclato con tutto l’occorrente per far nascere una pianta.

La centrale di Carona è situata in Val Brembana sulla sponda sinistra del fiume Brembo, a monte dell’abitato di Carona in provincia di Bergamo. Ha una potenza efficiente di 48.000 kW e costituisce l’impianto idroelettrico principale della Val Brembana. Il sistema idraulico dell’Alta Valle Brembana comprende 8 laghi le cui acque confluiscono nel lago di Sardegnana che funge da serbatoio di carica della centrale di Carona. Due canali convogliano in questo lago: il canale occidentale raccoglie le acque dei laghi Marcio, Pian del Becco e Pian Casere mentre il canale orientale raccoglie quelle dei laghi Diavolo, Fregabolgia e Val di Frati.

Le acque dei due altri invasi artificiali, quelli dei laghi Gemelli e Colombo, confluiscono nel lago di Sardegnana dopo aver alimentato la centrale omonima. L’impianto idroelettrico originale venne progettato e realizzato fra il 1922 ed il 1932, ad eccezione della diga del Fregabolgia, più giovane di una ventina d’anni. Nel 1991, con la sostituzione della parte idraulica (condotta forzata, turbina) ed elettrica (alternatore, automatismi, stazione AT), la centrale di Carona è stata completamente ammodernata mantenendo intatta la struttura esterna dell’edificio.

L’introduzione delle valvole dissipatrici, elemento d’impianto di particolare interesse tecnico, ha permesso di triplicare la possibilità di regolarizzare eventi atmosferici eccezionali realizzando un’importante livello di sicurezza impiantistica e ambientale. L’impianto, del tipo a serbatoio, produce prevalentemente nelle ore di punta del diagramma di carico giornaliero, offrendo un contributo di primaria importanza al mantenimento del servizio elettrico.

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