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Politica

Calderoli, la riforma: meno parlamentari e pagati a presenza

Di Redazione18 luglio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Roberto Calderoli

Roberto Calderoli

ROMA — Tutti ai ripari, e di corsa, perché nel paese tira aria di rivoluzione. E così nel giro di pochi giorni spunta una bozza di disegno costituzionale che prevedere di portare a 250 il numero numero di deputati e senatori per ciascuna camera. In pratica dimezzarli a Montecitorio.

“La riduzione del numero dei parlamentari, l’istituzione del senato federale della Repubblica e la forma di governo” è stata presentata oggi dal ministro Roberto Calderoli e sarà all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri.

“I componenti della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica hanno il dovere di partecipare ai lavori dell’Assemblea e delle Commissioni. Ricevono un’indennita’ stabilita dalla legge, in misura corrispondente alla loro effettiva partecipazione ai lavori secondo le norme dei rispettivi regolamenti”. E’ quanto prevede la bozza di riforma costituzionale che sara’ all’ordine del giorno nel prossimo Consiglio dei ministri che cosi’ modifica l’articolo 69 della Carta.

“Il Presidente della Repubblica può sciogliere la Camera dei deputati, sentiti il suo Presidente e i rappresentanti dei gruppi parlamentari, anche su richiesta del Primo Ministro” si legge sempre nel documento.

Il Senato diventa “Senato federale della Repubblica”, composto da 250 senatori contro gli attuali 315. E verrà “eletto a suffragio universale e diretto su base regionale”. Ai suoi lavori, prevede la proposta di legge del governo, potranno partecipare “senza diritto di voto, altri rappresentanti delle Regioni e delle autonomie locali”. Si potra’ essere eletti senatori al compimento dei 21 anni.

Con la nascita del Senato federale e la fine del bicameralismo perfetto, sarà la Camera dei deputati a dover votare la fiducia al governo. E potrà avvalersi anche di un meccanismo di “sfiducia costruttiva”.

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