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Politica

Pagnoncelli, ultimatum a Saffioti: unità o dimissioni (video)

Di Redazione16 luglio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Pagnoncelli dà l'ultimatum a Saffioti

Pagnoncelli dà l'ultimatum a Saffioti

BERGAMO — Alla fine i nodi sono venuti al pettine. Dopo la tregua elettorale, l’eterna battaglia fra l’ex segretario provinciale di Forza Italia Marco Pagnoncelli e il coordinatore provinciale del Pdl Carlo Saffioti è arrivata allo scontro finale, durante una riunione degli amministratori pidiellini di Bergamo e provincia, che si è tenuta questa mattina alla Casa del giovane, e di cui vi daremo ampio resoconto nella nostra edizione di lunedì.

Al termine del suo intervento, pacato nella forma ma pesantissimo nei contenuti, Pagnoncelli ha chiesto le dimissioni di Saffioti. “Siamo in un momento di transizione importante” ha detto il delegato di Formigoni riferendosi al periodo che va da qui alla stagione dei congressi, apice della democrazia di un partito, che si terranno in autunno.

“Si tratta di un momento difficile e dobbiamo compiere questa transizione unitariamente, tutti insieme – ha sottolineato Pagnoncelli -, oppure il partito avrà strada breve. Quindi Carlo, o ti assumi questa responsabilità, di guidare il partito in maniera unitaria e condivisa, oppure è meglio che tu dia le dimissioni”.

Un vero e proprio ultimatum, dunque, sottolineato da un applauso fragoroso dei 300 presenti e dall’uscita dall’aula di tutti gli amministratori dell’area pagnoncelliana al termine del discorso del loro leader.

“Il partito è stato condotto in questi due anni in maniera verticistica – aveva esordito, poco prima Pagnoncelli -. Le nomine di rappresentanti negli enti sono state effettuate senza consultare o chiedere opinioni ai sindaci e agli amministratori locali. Di nominati, anche a livello politico, ne abbiamo anche troppi, non ne vogliamo più”.

“Non possiamo certo pensare che una cerchia ristretta di persone possa nominare in qualche parte della Provincia un suo delegato o referente. Anche perché l’esperienza della recente tornata elettorale dice che, laddove sono stati nominati dei referenti, il risultato elettorale non è stato molto brillante”.

“Di fronte all’avanzata della Lega, poi ci siamo trincerati” ha proseguito l’ex leader di Forza Italia Bergamo, secondo cui “l’asse Pdl e Lega forse può esistere a Bergamo e in Lombardia, ma le strade nel resto d’Italia sono diverse” e il futuro del Pdl non può che andare verso il Partito popolare europeo.

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