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Politica

Siliprandi: senza la sede Brebemi, Treviglio perderà 3000 posti di lavoro

Di Redazione14 luglio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Patrizia Siliprandi, leader del movimento "Uniti per cambiare"

Patrizia Siliprandi, leader del movimento "Uniti per cambiare"

TREVIGLIO — Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Patrizia Siliprandi, leader del movimento della società civile trevigliese “Uniti per cambiare”.

Gentile Direttore,
è di questi giorni la notizia, apparsa su diversi organi di stampa, che la futura sede della Holding Autostrade Lombarde – società che controlla la società di progetto Brebemi (di seguito Bretremi, Bergamo-Treviglio-Milano, come da anni vado dicendo)-, sarà, sia per l’aspetto operativo che per quello amministrativo, nel Bresciano, precisamente a Castrezzano.

La notizia è arrivata come una bomba, perchè tutti erano convinti che Treviglio, vuoi per la sua centralità rispetto alla nuova opera infrastrutturale, vuoi per la sua importanza socio-economica, fosse la sede naturale del futuro progetto autostradale. Convinzione mai smentita nelle sedi che contano (?) e data ormai per scontata. Oltretutto due caselli su sei verranno aperti sul territorio di competenza della città della Bassa.

Giusto allora parlare di “scippo”, come hanno detto alcuni osservatori, nel vero senso della parola, cioè di furto compiuto con destrezza e subdolamente. Ci si chiede allora come abbiano reagito i politici trevigliesi, sia quelli della passata amministrazione che i neoeletti, sindaco in primis.

Ebbene, Pezzoni, alla prima vera occasione di dimostrare il proprio peso politico che ha fatto? E’ insorto nelle opportune sedi provinciali e regionali dei partiti di governo? Ha manifestato con parole dure e risentite la scelta operata? Si è attivato in ogni modo perchè vi fosse un dietro-front da parte della società, offrendo garanzie ed opportunità? Niente di tutto questo. Solo una fatalistica rassegnazione, forse in attesa della prossima occasione in cui “porgere l’altra guancia”, come dice il Vangelo.

Solo il Presidente della BCC, Bonacina, ha manifestato con forza il proprio disappunto, vedendo con ciò vanificato lo sforzo che la Banca aveva fatto per ottenere il risultato sperato, che aveva perfino messo a disposizione risorse e logistica per la sede della Bretremi, non per beneficenza, ma perchè aveva ben capito quali opportunità di lavoro e di sviluppo si stavano presentando per la città e, ma questo fa giustamente parte del gioco, per la sua Banca.

Ma anche i politici della passata amministrazione hanno qualcosa da rimproverarsi per non aver saputo porre solide basi per una scelta irrevocabile. Sappiamo che, se una colpa più delle altre si può rimproverare ai passati amministratori, è proprio quella di non aver saputo essere presenti con autorevolezza ai tavoli di concertazione. Voglio ricordare, ma non per dire “l’avevo detto”, che da consigliere di opposizione avevo chiesto che il Comune acquisisse una partecipazione più forte nella società, in modo da far valere nelle sedi idonee il peso della città.

Se le cose rimarranno così (ma spero di no e che questo mio intervento sia di stimolo a chi può modificare lo stato delle cose, sindaco, in primis) Treviglio avrà perso un’altra occasione d crescita, avrà perso la possibilità di ottenere un centro operativo e amministrativo che poteva creare sul territorio opportunità di lavoro rilevanti, si parla di circa 3.000 posti di lavoro, senza contare l’indotto sia per la logistica che per i servizi.

Ma tant’è, evidentemente Castrezzato conta più di Treviglio. O forse, semplicemente, ha politici che sanno come e dove muoversi, senza aspettare che la manna cada dal cielo in un’ottica di mistica attesa.

Come riporta L’Eco di Bergamo del 29 giugno scorso, Pezzoni di fronte a tutto ciò non ha saputo dire altro che “provo un certo dispiacere”.

Patrizia Siliprandi
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