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Italia

Melania, da Facebook non arriveranno prove sul “Vecio alpino”

Di Redazione12 luglio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi

ASCOLI PICENO — Mentre intorno a lui gira un vortice di indagini, analisi, esami, persino su Facebok, Salvatore Parolisi, unico indagato per l’omicidio volontario della moglie Melania Rea è tornato al lavoro nella caserma Clementi di Ascoli Piceno.

Un ritorno alla vita normale che normale non lo è più. La pressione intorno al caporalmaggiore dell’esercito cresce di giorno in giorno. La “gogna mediatica” che lo ha già condannato pur senza una prova determinante non lo abbandonerà ancora per molto tempo. Eppure lui si dice sereno e tranquillo. Incoscienza o stato prolungato di choc, ieri Parolisi è tornato al lavoro a quasi tre mesi da quando il cadavere di sua moglie, la donna che gli ha dato una bambina, venne trovata il 20 aprile scorso, nel Bosco delle Casermette, nel Teramano. E la bimba oggi è orfana, senza più una madre.

Da giorni si rincorrono le voci su possibili provvedimenti di custodia cautelare da parte della Procura di Ascoli nei confronti del caporalmaggiore. Ma il comandante dei carabinieri di Ascoli Alessandro Patrizio mantiene la cautela: “Penso che sarebbero gia’ scattati, se ci fossero delle prove piu’ chiare. La Procura sta definendo il quadro indiziario complessivo, e Parolisi ha ricevuto un avviso di garanzia: per il resto occorre accertare tutte le responsabilita’”.

“Dal profilo Facebook di Parolisi – spiega lo stesso comandante – possono emergere spunti investigativi, ma non delle prove. Il momento focale dell’inchiesta ci sarà solo quando queste informazioni saranno incrociate con i dati della relazione di Tagliabracci sull’esame cadaverico e delle indagini scientifiche dei Ris sui reperti raccolti. Non prima”.

Il nick scelto da Parolisi sul social network era “Vecio alpino”. Le ricerche a Palo Alto in California, sede dei server di Facebook, sono già in fase avanzata. L’obiettivo è scoprire se nei contatti del caporalmaggiore dell’esercito con la sua amante – la soldatessa ed ex allieva Ludovica Perrone – siano nascosti elementi utili per le indagini in corso sull’assassinio brutale di Melania.

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