iscrizionenewslettergif
Politica

La manovra cresce a 68 miliardi: ecco le novità

Di Redazione7 luglio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giulio Tremonti

Giulio Tremonti

ROMA — Sarà diluita in quattro anni, ma la maxi-manovra economica per evitare il fallimento dello Stato italiano sarà alla fine di 68 miliardi di euro. Due per il 2011, 6 per l’anno venturo, 20 quello dopo e 40 nel 2014.

Oltre 51 miliardi arrivano dal decreto, gli altri 16,9 dalla legge delega. Non è un miracolo, ma il nuovo annuncio fatto ieri dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti che ieri in conferenza stampa assieme a mezzo governo ha spiegato che al taglio del deficit, di qui al 2014, contribuirà anche la riforma assistenziale contenuta nella legge delega di riforma fiscale. La cui adozione dovrebbe consentire di risparmiare altri due miliardi di euro nel 2013 e ben 15 l’anno seguente (2,2 e 14,7 in realtà).

La manovra 2012-2014 si articola in cinque punti: tagli selettivi, con l’introduzione dello spending review a livello dei singoli ministeri; contrasto all’evasione fiscale e previdenziale; fondi europei con l’introduzione di un nuovo strumento di progettazione e controllo misto tra stato e regioni; federalismo fiscale con particolare riferimento al federalismo demaniale e con la costituzione di un Fondo immobiliare che si aggiungerà a quelli già attivi che operano nello housing sociale; taglio del costo della politica.

TAGLIO DEI COSTI DELLA POLITICA — Il cambiamento consiste nell’adeguamento di tutti i titoli di compenso alla media europea, calcolata sulla base di indici Istat ed Eurostat. Si raggiungerà progressivamente l’obbiettivo livellando i rinnovi delle cariche. Non è possibile procedere diversamente, ovvero applicare il livellamento sui mandati in carica, perché si avrebbe automaticamente un’ondata di ricorsi da parte dei funzionari colpiti dal provvedimento che di fatto bloccherebbe il processo di revisione dei compensi.

AUTO BLU — Il taglio dei costi della politica sarà quindi di rilievo, considerando anche le forti riduzioni previste per le “alte burocrazie”, in termini di uffici, di auto blu, di voli di stato, di benefici, di prosecuzione dello status anche dopo la scadenza del mandato.

IMPRESE DI NUOVA COSTITUZIONE — Le imprese di nuova costituzione create da giovani o da soggetti che escono da regimi di cassa integrazione beneficeranno di una fiscalità forfetaria del 5% per i primi cinque anni di attività. È previsto invece un credito d’imposta a fronte delle assunzioni nel Sud di lavoratori a tempo determinato.

RICERCA — Un credito d’imposta è accordato anche agli investimenti industriali in ricerca effettuati tramite università e laboratori scientifici pari al 90 per cento.

CONTRATTI DI RETE — Per la crescita dimensionale delle imprese, le piccole imprese possono stipulare «contratti di rete» che permetterà loro di agire unitariamente nei confronti della richiesta di credito, davanti alla pubblica amministrazione e sui mercati internazionali. E’ una rivoluzione silenziosa che già ha cominciato a dare i suoi effetti perché Confindustria ha attivato 50 reti di impresa, con l’obbiettivo di raggiungere l’obbiettivo dei 200 entro il 2011.

PENSIONI — L’ipotesi è quella di far saltare tutti i tagli sugli assegni previdenziali più bassi, quelli compresi tra tre e cinque volte il minimo, cioè tra 1.402 e 2.337 euro, scaricando tutto l’onere, oltre un miliardo di euro tra il 2012 e il 2013, sulle pensioni più alte.

Valseriana: interventi in ritardo, Milesi presenta 3 interpellanze

Vittorio Milesi BERGAMO -- Una variante, quella fra Clusone e Rovetta, mai completata. La nuova caserma dei ...

Sondaggio, pioggia di voti per l’abolizione delle Province

La sede della Provincia di Bergamo BERGAMO -- Una pioggia di "sì", per dire una volta per tutte aboliamo le Province. ...