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Politica

Pdl: tregua armata fra Mantovani e Podestà

Di Redazione5 luglio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il coordinatore regionale Mario Mantovani, con Pagnocelli e Raimondi

Il coordinatore regionale Mario Mantovani, con Pagnocelli e Raimondi

MILANO — E’ ancora alta tensione fra il coordinatore regionale Mario Mantovani e il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà entrambi piediellini. Ieri i due sono stati ricevuti, separatamente, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a villa San Martino.

Il Cavaliere ha visto prima il sottosegretario, poi il numero uno di Palazzo Isimbardi. Una conferma dei rapporti tesi tra i due interlocutori del premier, in particolare dopo le recenti sconfitte elettorali. Dopo Arcore i ‘duellanti’ hanno entrambi preso parte all’assemblea degli eletti e dei dirigenti del Pdl provinciale milanese a cui hanno partecipato anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e il sottosegretario Daniela Santanchè.

Secondo quanto si apprende Podestà non è però riuscito ad ottenere dal premier l’autonomia richiesta sul rimpasto della giunta provinciale e dovrà comunque sottostare alla mediazione, per niente gradita, del coordinamento del partito.

Mantovani resta sulla poltrona più alta di viale Monza nonostante l’imminente introduzione delle primarie. Quanto a Expo, Podestà ha detto di aver illustrato a Berlusconi la necessità di una deroga al patto di stabilità per gli investimenti legati alla manifestazione, ma non avrebbe ottenuto garanzie: “Non è il presidente Berlusconi che tratta questo, spetta al ministro dell’Economia” ha ammesso a margine dell’assemblea.

Mantovani ha infine confermato che una delle prime occasioni per sperimentare le primarie, in questo caso di coalizione, potrà essere quella della scelta dei candidati sindaco alle prossime elezioni amministrative in cittadine come Sesto San Giovanni e Buccinasco, entrambe nel Milanese.

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