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Politica

Il Pdl Bergamo: alle elezioni del 2014 vinceremo ancora

Di Redazione1 luglio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le bandiere del Pdl

Le bandiere del Pdl

BERGAMO — Cinque mosse in cinque anni per dare a Bergamo un nuovo volto: quello di una città moderna, lontana dallo stereotipo della “sonnacchiosa provincia”. Questa la sfida che Il Popolo della Libertà ha in animo per il capoluogo orobico. E’ quanto emerge dalla conferenza stampa organizzata per fare il punto sui primi due anni dell’amministrazione Tentorio.

Riconquistare la fiducia dei bergamaschi e vincere le elezioni del 2014. E’ questo l’obiettivo del Pdl di Bergamo, sempre che nel 2014 il partito esista ancora e non si chiami in un altra maniera, viste le buriane nazionali. Il paradosso è che per presentare l’operato del sindaco manca il sindaco. Tentorio era infatti impegnato nel consiglio nazionale di Roma che ha visto la nomina per acclamazione a segretario unico di Angelino Alfano.

Ma tant’è, per arrivare alla fatidica data del 2014, il partito di Berlusconi a Bergamo prevede cinque mosse. “Cinque macroaree, e già molti progetti sono a buon punto – ha spiegato il vicensindaco Gianfranco Ceci –. Anzitutto, c’è il tema di Bergamo città della cultura, per riportaci al centro dell’attenzione culturale internazionale: le celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia e le opere dell’Accademia Carrara in giro per il mondo sono segnali importanti. Poi c’è il grande obiettivo dell’inserimento delle mura di Città Alta nel Patrimonio dell’Umanità. E se l’alta cultura si risveglia, le movide e l’adunata degli alpini hanno fatto sì che Bergamo, da città sonnolenta, sia tornata città viva, punto di riferimento soprattutto per i giovani”.

Le altre due mosse riguardano la “città del turismo” e la strategia di avvicinamento a Expo 2015: “Non basta dire che Bergamo è una città bellissima – ha detto Ceci – Bisogna valorizzarla col turismo, di cui l’Urban Center è divenuto il vero motore. Expo 2015, poi, è un’occasione da afferrare con le grandi opere infrastrutturali”.

L’ultima mossa è quella decisiva: “Bergamo deve guardare al proprio futuro con progetti di sviluppo urbano che intercettino investimenti in grado di rendere la città più moderna e più simile alle sue sorelle europee, recuperando i ritardi e andando incontro a testa alta a Expo 2015 – ha spiegato Ceci – L’ex gasometro, il polo intermodale, la risalita e il parcheggio di Città Alta. E poi un sogno da realizzare: Porta Sud. I prossimi tre anni devono essere spesi per queste opere: anche una sola di esse varrebbe un mandato amministrativo, noi le vogliamo fare tutte”.

Queste sono le cinque macro-aree di cambiamento, le “cinque mosse grazie alle quali Bergamo diventerà una città davvero al passo con il resto d’Europa. Questa è la strategia che Il Popolo della Libertà porterà avanti, per rendere Bergamo, provocatoriamente, ombelico del mondo”, ha concluso Ceci.

Indispensabile per realizzarle una coesione della maggioranza in consiglio comunale che in passato ha mostrato qualche scricchiolio, soprattutto sul versante Pdl. “L’Amministrazione è sostenuta da una forte e leale coalizione in consiglio comunale – ha giurato il capogruppo a Palafrizzoni Giuseppe Petralia – Non abbiamo mai vissuto imboscate o situazioni di difficoltà: la Lega è un ottimo alleato, con il quale ci sono rapporti di competizione giocati però sul piano squisitamente politico”.

“Bergamo è la quinta città meglio amministrata d’Italia – afferma ancora Petralia – E questo non vale, come sostiene qualcuno, solo dal punto di vista della contabilità, ma anche da quello dei progetti: la gente sta cominciando a capirci, alla scadenza di questo mandato ci presenteremo di nuovo e vinceremo”. Bastassero le intenzioni…

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