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Economia

Manovra zeppa di tasse e tagli: eccoli tutti

Di Redazione30 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Berlusconi e Tremonti

Berlusconi e Tremonti

Nonostante le immancabili modifiche che ancora ci saranno, è ormai definito lo schema della manovra da 47 miliardi di euro che il governo intende mettere in campo per risanare i conti pubblici. Molte le novità spuntate nelle ultime ore, lo slittamento dell’aumento dell’Iva e dell’età pensionabile per le donne, e la tassazione di suv e auto potenti. Ecco tutti i punti.

PENSIONI FEMMINILI – Si va verso un aumento graduale dell’età pensionabile delle donne a partire dal 2020: sarebbe questa la soluzione individuata dal governo per innalzare l’eta’ pensionabile delle lavoratrici del settore privato a 65 anni.

AUMENTO IVA – L’aumento dell’Iva è uno dei nodi ancora da sciogliere poiche’ l’introduzione della misura, che prevede un aumento di un punto percentuale dell’Iva per le aliquote piu’ alte del 10 e del 20 per cento, suscita perplessità soprattutto in relazione a eventuale ripercussioni sull’inflazione.

QUOTE LATTE – Le quote latte sono state escluse dalla riscossione coattiva da parte di Equitalia. Lo prevede la bozza aggiornata della manovra.

TASSA SU AUTO POTENTI – In arrivo la sovratassa per le auto più potenti che scatterà già da quest’anno. A partire dal 2011, si legge nel testo, “per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose è dovuta un’addizionale erariale della tassa automobilistica” che si applichera’ “per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 125 chilowatt”. In caso di mancato o insufficiente versamento dell’addizionale scatterà la sanzione pari al 30 per cento dell’importo non versato.

TAGLI A REGIONI ED ENTI LOCALI – Tagli a regioni ed enti locali per 9 miliardi di euro nel biennio 2013-2014. Regioni, comuni e province contribuiranno per circa 3,5 miliardi nel 2013 e per 5,5 nel 2014. Non e’ ancora stata pero’ stabilita la ripartizione dei tagli.

ARRIVA IMPOSTA BOLLO SU TRANSAZIONI FINANZIARIE – In arrivo l’imposta di bollo dello 0,15% sulle transazioni finanziarie. Non e’ escluso comunque che la misura possa poi finire nella delega fiscale. Si applica “alle transazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari concluse nel territorio dello Stato per il tramite delle banche e delle imprese di investimento abilitate all’esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi” e di alcune “attivita’ di investimento”.

TASSA SU ATTIVITA’ TRADING BANCHE – Arriva la tassazione separata sull’attivita’ di trading delle banche con aliquota al 35 per cento.

PENSIONI PIU’ALTE – Stop alla rivalutazione automatica. La misura si applica per il biennio 2012-2013 ai trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il trattamento minimo Inps mentre per quelli compresi tra tre e cinque volte il minimo la rivalutazione automatica e’ del 45%.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Congelati fino al 2014 gli aumenti contrattuali del personale. Prorogato di un anno anche il blocco del turn over nel pubblico impiego a eccezione dei corpi di polizia, vigili del fuoco, agenzie fiscali e enti pubblici non economici.

700 MLN PER MISSIONI INTERNAZIONALI NEL 2011 – Arrivano 700 milioni per la proroga delle missioni internazionali nel 2011. “Ai fini della proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali – si legge nel testo – a decorrere dal 1 luglio 2011 e fino al 31 dicembre 2011 la dotazione del fono e’ incrementata di 700 milioni di euro”.

TASSA SUI RICORSI. Presentare ricorso presso le commissioni tributarie potrà costare fino a 1.500 euro. Secondo la bozza per i ricorsi avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali, è dovuto il contributo unificato nei seguenti importi: 30 euro per controversie di valore fino a 2.582,28 euro; 60 euro per controversie da 2.582,28 e fino a 5.000 euro; 120 euro per controversie di valore superiore a 5.000 euro e fino a 25.000 euro; 250 euro per controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a 75.000 euro; 500 euro per controversie di valore superiore a 75.000 euro e fino a 200.000 euro; 1.500 euro per controversie di valore superiore a euro 200.000.

LIBERALIZZAZIONE PROFESSIONI. “Le restrizioni in materia di accesso e esercizio delle professioni, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore, sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore dal presente decreto”.

PRIVATIZZAZIONE CROCE ROSSA. “A decorrere dal primo gennaio 2012” viene privatizzata la Croce Rossa Italiana e il personale non militare rischia di essere posto in mobilità. Verranno invece risolti entro l’anno tutti i contratti a termine. Da tale giorno l’ente “ha propria personalità giuridica di diritto privato e piena capacità giuridica e patrimoniale per il raggiungimento dei suoi fini” e “si configura come ausiliaria e collaboratrice delle P.A. nelle attività umanitarie e sociali messe in atto da quest’ultime”. La ‘vecchia’ Cri verrà messa in liquidazione e “il personale civile con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato”, se “non assunto, su chiamata e con il proprio consenso, è posto in mobilità”.

ISTITUTI UNICI PER MATERNE, ELEMENTARI E MEDIE. Le scuole materne, elementari e medie saranno raccolte in istituti unici. Nella bozza si annuncia che “per garantire un processo di continuità didattica nell’ambito dello stesso ciclo di istruzione, la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi”. Saranno quindi soppresse le istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di primo grado. Gli istituti compresivi per acquisire l’autonomia, si spiega, devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.

NORMA ANTI-TRUFFA BADANTE: per dare un freno ai matrimoni di interesse tra badanti e pensionati, dal primo gennaio 2012 la pensione di reversibilità è ridotta del 10 per cento nel caso in cui il matrimonio con il pensionato sia stato contratto a eta’ superiore ai 60 anni e la differenza di eta’ tra i coniugi sia superiore ai 20 anni.

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