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Bergamo

Ozono: Bergamo fra le città più inquinate d’Italia

Di Redazione28 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Inquinamento da ozono

Inquinamento da ozono

BERGAMO — C’è un killer silenzioso ma micidiale che si annida nell’aria di Bergamo. Si tratta dell’ozono, gas che si forma dalla combinazione dell’inquinamento prodotto soprattutto dal traffico e dalle centrali elettriche e le temperature elevate, in assenza di ventilazione. Prendendo in considerazione l’ozono, la nostra città sarebbe fra le più inquinate d’Italia. Lo dice una ricerca dell’Ispra (l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

L’ozono è un gas di colore azzurro, velenoso, instabile e dall’odore pungente. È presente negli strati alti dell’atmosfera (stratosfera, a 15-60 km di altezza), ma anche, in piccole quantità, nell’aria che respiriamo (troposfera). Lo strato di ozono presente nella stratosfera ha un effetto protettivo dalle radiazioni ultraviolette del sole. Quello presente nella troposfera, invece, contribuisce all’inquinamento dell’aria, è nocivo per l’uomo e per l’ambiente.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’inquinamento da ozono causa in Europa 14mila ricoveri per malattie respiratorie all’anno e 21mila decessi prematuri, soprattutto fra gli anziani. E, complice il bel tempo, i mesi estivi sono quelli in cui questo inquinante è più presente nell’aria che respiriamo.

L’ozono, quale forte ossidante, ha effetti sull’uomo anche a concentrazioni minime e può provocare reazioni variabili. Attacca i tessuti delle vie aeree, provoca disturbi alla respirazione, aggrava gli episodi di asma. A basse concentrazioni, la sensibilità all’ozono si manifesta con stanchezza, mal di testa, limitazione delle capacità respiratorie. Mentre a concentrazioni più elevate, con tosse ed irritazioni delle mucose.

Nell’ultimo periodo nessuno degli Stati membri dell’Unione Europea è riuscito a rispettare i limiti fissati al fine di proteggere la popolazione dagli effetti nocivi a lungo termine di questo gas (che corrispondono a una media giornaliera di 120 microgrammi di ozono per metro cubo di aria, da non superare per più di 25 giorni all’anno).

Tuttavia è in Italia la centralina che ha fatto registrare i valori peggiori di tutto il continente. E’ quella di Valmadrera, in provincia di Lecco, dove nei giorni scorsi per ben 4 volte si sono toccati i 240 microgrammi per metro cubo, oltre i quali anche un’esposizione di breve durata può diventare nociva.

Secondo i dati dell’Ispra, le città più inquinate sono quelle della Val Padana. In particolare: Milano, Monza, Novara, Padova e la nostra Bergamo. Nel centro e nel Sud risultano invece difficili le situazioni di Perugia, Terni e Siracusa.

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