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Italia

Melania, la procura potrebbe aver pescato il “jolly”

Di Redazione28 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Melania Rea

Melania Rea

ASCOLI PICENO — La procura di Ascoli avrebbe delle importanti carte da giocare nella complicata partita che vede coinvolto il caporalmaggiore Salvatore Parolisi, accusato dell’omicidio volontario aggravato della moglie Melania Rea, scomparsa e trovata morta nel bosco delle Casermette il 20 aprile scorso. E’ quanto trapela da indiscrezioni riportate dall’agenzia di stampa Agi.

Si tratta in effetti di una partita complicata. Gli ostacoli sul percorso sono molti. A partire dal fatto che l’unico indagato a piede libero, Parolisi appunto, finora davanti ai magistrati si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Parolisi è tornato a Frattamaggiore (Napoli) solo ieri. Assistito dai legali Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, il militare ha nominato un proprio perito di parte, Lorenzo Varetto. Questi ha già incontrato nei giorni scorsi il medico legale Adriano Tagliabracci, autore dei due esami autoptici sul corpo della vittima.

Sul fronte opposto, gli atti dell’inchiesta sull’omicidio di Melania, saranno consegnati domani alla difesa della famiglia della donna. La famiglia Rea si è costituita parte civile ed ha nominato due consulenti di parte, Buccelli e Di Lorenzo, dell’Università di Napoli. Spetterà a loro stabilire insieme al legale, il penalista ascolano Mauro Gionni, la linea di azione da seguire nel prosieguo dell’inchiesta.

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