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Esteri

Ustica: tre caccia e un aereo radar vicino al Dc-9 Itavia

Di Redazione27 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il Dc-9 dell'Itavia

Il Dc-9 dell'Itavia

BRUXELLES, Belgio — C’erano due o tre caccia sconosciuti e un Awacs poco distanti dal Dc-9 dell’Itavia la sera della strage di Ustica. Nelle prossime ore, su richiesta della Procura di Roma, la Nato deciderà se consentire l’identificazione. Ma secondo quanto rende noto il Corriere della Sera, si tratterebbe di aerei francesi dell’Armée de l’air che nel 1980 operavano dalla base di Solenzara, in Corsica.

I caccia francesi sono stati registrati quella sera da un tracciato radar del centro radar di Poggio Ballone, in provincia di Grosseto. Parigi ha sempre negato che il 27 giugno 1980 i suoi aerei fossero in volo nel cielo di Ustica e, persino contro l’evidenza delle prove raccolte dalla magistratura italiana, ha sostenuto che nella base di Solenzara le luci furono spente alle cinque e mezza del pomeriggio.

Il 2 ottobre del 1997, il segretario generale della Nato Javier Solana graziò Parigi, consegnando al nostro governo la relazione di sei pagine di un team di specialisti dell’Alleanza atlantica che aveva incrociato tutte le tracce radar sopravvissute ai depistaggi. In quella relazione si parla di 12 caccia americani e britannici in volo quella sera. Ma non venivano identificati i quattro aerei presenti nella zona all’ora della strage.

A catturarne la traccia è stato il radar di Poggio Ballone, all’epoca uno tra i più efficienti. Aveva visto che tre di quegli aerei provenivano da Solenzara e a Solenzara erano rientrati dopo l’esplosione del Dc-9 Itavia. Mentre il quarto – un aereo radar Awacs – era rimasto in volo sopra l’isola d’Elba registrando tutto ciò che era accaduto nel raggio di centinaia di chilometri, quindi anche a Ustica.

E anche qui parte la sequela delle coincidenze fin troppo coincidenze: questo nastro radar sparì misteriosamente, per essere ritrovato solo dopo indagine del giudice Rosario Priore. Mario Dettori, uno dei controllori di Poggio Ballone, dichiarò a moglie e cognata che si era arrivati “a un passo dalla guerra”: fu trovato impiccato a un albero. Il capitano Maurizio Gari, a quell’epoca responsabile del turno della sala radar e perfettamente in salute, è morto stroncato da infarto a soli 32 anni.

E poi, i capitani Nutarelli e Naldini, che con i loro F-104 quella sera incrociarono il Dc-9 dell’Itavia sotto il quale si nascondeva un caccia sconosciuto. Diedero per tre volte e in modi diversi l’allarme massimo. Morirono nella tragedia delle frecce tricolori a Ramstein.

Ora, non resta che attendere l’esito delle cinque rogatorie internazionali chieste dalla Procura di Roma.

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