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Esteri

Batterio killer: i germogli contaminati comprati in Italia

Di Redazione27 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Analisi di laboratorio sul batterio killer

Analisi di laboratorio sul batterio killer

BORDEAUX, Francia — E alla fine è arrivato anche da noi. Dopo aver fatto il giro di tutta l’Europa, il batterio killer “sbarca in Italia” non in maniera diritta ma con un percorso inverso. Ci spieghiamo meglio: secondo Nacho Parra, direttore del negozio francese da cui si è sprigionata l’infezione, i germogli all’origine dell’intossicazione da e.coli che ha mandato in ospedale 10 persone a Bordeaux proverrebbero dall’Italia.

Si tratterebbe di germogli di fieno greco, mostarda e rucola, venduti al negozio dalla ditta britannica Thompson & Morgan e da quest’ultima “comperati in Italia” ha detto Parra con documenti alla mano.

Tuttavia Parra ha forti dubbi che la contaminazione provenga dai germogli. “Dipende anche dall’acqua che viene utilizzata per innaffiarli, forse l’acqua aveva un problema”.

Nel frattempo è salito a 47 il bilancio dei morti in tutta Europa. L’E.coli ha provocato 46 morti in Germania, ha precisato il Robert Koch Institut (RKI), come si apprende dal sito dell’istituto di ricerca tedesco. Un altro morto è stato segnalato in Svezia. Il Land più colpito è quello settentrionale dello Schleswig Holstein (con il 26,5 per cento dei contagi).

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