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Valbrembana

Selvino, ma lo ski-dome è una realtà o un annuncio?

Di Redazione24 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Selvino, ma lo ski-dome è una realtà o un annuncio?
Il progetto dello Ski dome di Selvino

BERGAMO — Nonostante la grande enfasi attribuita all’operazione da parte della stampa locale e nazionale, sono molti i punti interrogativi che gravitano intorno alla costruzione dello ski-dome di Selvino.

Il progetto, secondo quanto presentato, sarà interrato, coprirà una superficie di 50mila metri quadrati, e sarà composto da due piste innevate con più di 600 metri di discesa e un dislivello di 120 metri. L’impianto porterà la società trentina “Neveland” – della guida alpina ed ex atleta Willy Nardelli, oggi proprietario di un negozio di articoli sportivi -, ad investire 50 milioni di euro a Selvino, a metà strada fra la Valle Brembana e la Valle Seriana. Visto così, un gran bel progetto, per le prospettive occupazionali, anche se a pochi chilometri dalle piste di altri due comprensori sciistici. Ma c’è un ma. Anzi, ce n’è più di uno.

Nei giorni scorsi è stato firmato in Regione un accordo di programma per dare il via al progetto. Piccolo particolare: i terreni su cui costruire l’impianto non sono per il momento nella disponibilità dei soggetti promotori dell’iniziativa. Impossibile, arrivati a questo punto, che le aree vengano acquisite dal Comune e poi rese disponibili, dal momento che, in quel caso, per l’assegnazione servirebbe una gara pubblica. E infatti sulla questione, l’intesa raggiunta in Regione è molto nebulosa: “L’accordo di programma dà il via alle operazioni, fra cui l’acquisizione delle aree – spiega l’assessore al Territorio Daniele Belotti -, acquisizione dei terreni che dovrà essere totalmente in capo al privato”, precisa.

Solo che il privato è una società a responsabilità limitata – la Neveland, una Srl, appunto – che ovviamente non ha a disposizione gli enormi capitali (ben 50 milioni di euro) da mettere in un’operazione del genere. E infatti, la società trentina è in cerca di nuovi partner. E anche qui c’è un’anomalia procedurale: una società privata cerca finanziatori per un progetto su un’area che non è sua. E le cose si complicano ancor di più. Perché non avendo a disposizione le aree ed avendo pubblicamente dichiarato un interesse sulle stesse, ora quei terreni leviteranno esponenzialmente di prezzo. Oltretutto per avviare una successiva procedura d’esproprio andrà dimostrata l’utilità pubblica di un simile impianto. E visto che non si tratta di un depuratore, un canale irriguo o quant’altro, ci saranno non poche difficoltà del punto vista giuridico amministrativo.

Esperti sentiti da Bergamosera spiegano che normalmente, in operazioni di questa portata, si arriva all’accordo di programma con piani finanziari già elaborati, acquisizione dei terreni già fatta o procedure di gara di project financing già espletate. Quasi sempre, inoltre, la costruzione di sky-dome sportivi di questo tipo è supportata dall’intesa con il Coni e con la Federazione di competenza: in questo caso, la Federazione italiana sport invernali (Fisi). Formigoni ha detto che “la struttura potrà ospitare eventi sportivi di rilievo internazionale, come le gare di Coppa Europa”. Solo che la Fisi nazionale, da noi interpellata, di tutta questa operazione non ne sa nulla e non ha alcuna intenzione di rientrarvi. E altrettanto all’oscuro del progetto sono i funzionari bergamaschi e milanesi dell’Expo con cui l’iniziativa sembrava, almeno dagli annunci, coordinata.

Da qui nascono i dubbi dell’opposizione che ieri sera, in consiglio comunale, ha esposto tutte le sue perplessità sul piano finanziario. E infatti, per tutelarsi, il Comune di Selvino ha stabilito che “non sarà possibile l’acquisizione dei terreni da parte del privato, prima della conclusione dell’accordo di programma”.

Detto per inciso, l’apertura di un accordo di programma non significa necessariamente che lo stesso verrà chiuso: può anche essere firmato ma poi non vedere mai la luce. E’ accaduto molto spesso in Bergamasca. Potremmo farvi l’elenco delle grandi strutture “già costruite” negli annunci (con accordi di programma non solo iniziati ma talvolta persino conclusi) ma alla fine mai realizzate. Dunque a Selvino stiamo parlando di un’ipotesi di lavoro. Semplificando: Regione, Provincia, Comune e privato stanno vagliando una possibilità. Con la firma dell’accordo di programma, in pratica, hanno detto: lavoriamoci sopra. Nulla di più.

Certo l’appoggio della Regione, assessore Raimondi e presidente Formigoni in testa, è un buon viatico per l’immagine dell’operazione. Ma trovare 50 milioni di euro o forse più, è tutt’altra questione. “La Regione si occuperà soprattutto di promozione” ha detto Belotti, visto che non può dare contributi a un’iniziativa privata commerciale. Si tratta tuttavia di promozione di qualcosa che è molto, molto futuribile, stando alla situazione attuale. Anche perché è da valutare con attenzione anche l’impatto ambientale dell’impianto, in una zona di salvaguardia idrogeologica.

Riassumendo e sintetizzando, al momento non ci sono le aree, non ci sono i soldi, non ci sono i finanziatori, non sono state espletate procedure di gara. Per carità, tutto può cambiare in futuro, ma per prevederlo ci vuole una sfera magica che nemmeno il celeste Formigoni e soci hanno fra le mani. E allora di cosa stiamo parlando? Di uno sky-dome in arrivo o della solita politica degli annunci a mezzo stampa?

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