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Italia

Melania, venerdì Parolisi davanti al magistrato

Di Redazione22 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi

ASCOLI PICENO — “Mi sento come Cristo in croce”: usa una frase ad effetto per difendersi Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito indagato per l’omicidio di Melania Rea. Venerdì prossimo ne parlerà nell’interrogatorio fissato in procura, dove l’uomo si presenterà non più come persona informata dei fatti ma come indagato per omicidio volontario.

Parolisi dovrà chiarire molti dubbi. Innanzitutto se Melania Rea il 18 aprile è stata davvero al Colle San Marco e poi misteriosamente scomparsa, come ha sostenuto finora. Il problema è che nessuno lì sembra aver visto Melania, mentre altri si ricordano solo Salvatore con la piccola figlia intento a cercare la giovane donna. Poi le relazioni extraconiugali, che ne hanno minato la credibilità.

Parolisi sostiene che i media “stanno raccontando un sacco di fesserie. Io di fronte alle telecamere mi sento inerme, non so come affrontarle”. Però ora dovrà affrontare soprattutto gli investigatori che avrebbero a disposizione elementi tali per un’incriminazione. “Decideremo al momento se rispondere alle domande del magistrato o se Parolisi si avvarrà della facoltà di non farlo. Vedrò il mio assistito prima, probabilmente giovedì, e valuteremo come procedere” ha dichiarato il suo legale, l’avvocato Walter Biscotti.

Parolisi sembra comunque sereno, tanto da affermare che “quando finirà tutta questa storia” prenderà la sua bimba e se ne andrà “all’altro capo del mondo”.

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