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Errore del pilota: aereo russo si schianta sull’autostrada (video)

Di Redazione22 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'aereo schiantato

L'aereo schiantato

MOSCA, Russia — Ci sarebbe un errore del pilota all’origine della tragedia che ieri ha visto un aereo di linea russo, con 52 persone a bordo, schiantarsi su un’autostrada. Il velivolo era stato costretto ad un atterraggio d’emergenza. Nell’impatto sono morti 44 passeggeri, ma il bilancio è ancora provvisorio. Ricoverati alcuni feriti gravi.

La manovra è stata effettuata nei pressi dell’aeroporto di Petrozavodsk, a circa 150 chilometri dal confine con la Finlandia. L’aereo, un Tupolev-134 appartenente alla compagnia RussAir, era giunto in prossimità dello scalo quando, per ragioni ancora sconosciute, è invece atterrato su una vicina autostrada. Nell’impatto il velivolo si è spezzato in due e ha preso fuoco. L’aereo era partito da Mosca e la sua destinazione era Petrozavodsk, la capitale della Repubblica della Carelia.

Otto i superstiti. Ci sono anche un ragazzino di nove anni e sua sorella adolescente tra i sopravvissuti alla sciagura aerea. Sono Anton Terekhine, 9 anni, et Anastassia Terekhina, 14, della regione dell’Ioujno-Sakhalinsk (Russia orientale). Un portavoce ha confermato che fratello e sorella sono ricoverati in un ospedale di Petrozavodsk, mentre la loro mamma, Oksana, è morta nell’incidente. Sopravvissuta anche un’hostess, l’unica dell’equipaggio che non ha perso la vita nello schianto. Sette degli otto superstiti sono però in condizioni molto gravi.

Otto cittadini stranieri e un arbitro internazionale di calcio di nazionalità russa sono tra le 44 vittime della sciagura, secondo quanto scrivono i media russi. Nella lista dei deceduti figurano infatti uno svedese, un olandese e due ucraini, insieme con una famiglia di quattro persone con la doppia nazionalità russa e americana. L’arbitro di calcio è Vladimir Pettai, 38 anni. Pettai era diventato arbitro internazionale di calcio nel 2010 dopo essere stato direttore di gara nella prima divisione russa.

Tra le possibili cause ci sono le condizioni meteorologiche avverse e il mancato funzionamento del sistema di orientamento da terra per le manovre di atterraggio. Al momento dell’impatto sulla zona c’era una fitta nebbia e pioveva a dirotto. Tutto questo non spiega però come mai il pilota si sia diretto verso l’autostrada anziché sull’aeroporto, dove peraltro le luci di segnalazione che delimitano le piste non erano accese.

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