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Esteri

Batterio killer: nessuna traccia negli hamburger italiani

Di Redazione21 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un hamburger

Un hamburger

PADOVA — Gli otto campioni di hamburger e polpette a marchio “Country steak” prelevati dal Comando Carabinieri Nas di Padova presso la piattaforma di distribuzione Lidl situata ad Arcole, in provincia di Verona, e analizzati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, sono risultati negativi”. Lo riferisce il sottosegretario alla Salute Francesca Martini in una nota. “In nessuno dei campioni sono stati riscontrati E.coli pericolosi per la salute”, ha sottolineato Martini.

Nel frattempo le autorità sanitarie della città di Lilla hanno annunciato che due degli otto bambini ricoverati all’ospedale della cittadina del nord della Francia a seguito della contaminazione da E.coli sarebbero tornati oggi a casa. Gli altri sei sono ancora in ospedale e uno sarebbe addirittura tenuto in coma artificiale con assistenza respiratoria.

In particolare, i bambini (di età tra i 18 mesi e gli 8 anni) avrebbero contratto l’infezione dopo avere consumato degli hamburger congelati della marca “Steak Country” venduti dalla catena tedesca Lidl. Da qui il sequestro delle carni avvenuto in Italia, che per fortuna ha dato esiti negativi.

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