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Bancarotta fraudolenta: indagata la “Sciura Maria” delle televendite

Di Redazione15 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Katia Asaro di Katia arredamenti

Katia Asaro di Katia arredamenti

BERGAMO — Dopo Aiazzone, guai in vista, anche se per un caso diverso, per un’altra azienda che ha fatto degli spot televisivi negli anni Novanta la sua fortuna. Caterina Asaro e il marito Franco Grosso, proprietari del brand “Katia arredamenti” sono indagati insieme ad altri a piede libero per bancarotta fraudolenta aggravata.

Secondo l’accusa i due avrebbero distratto oltre 4 milioni di euro portando al fallimento due società. L’operazione della Guardia di Finanza di Monza che ha portato i militari ad eseguire due ordinanze di custodia cautelare per i coniugi si chiama “Sciura Maria”, come il tormentone che faceva da leit motiv alle televendite del marchio che imperversava sulle tv locali, soprattutto del Milanese, ma ben visibili anche in Bergamasca.

Secondo gli investigatori, lo svuotamento delle società “Il mattone srl” e “D.W. & company srl” avveniva attraverso operazioni commerciali e societarie, come la cessione di merci, quote e rami d’azienda ad altre società a loro riconducibili. L’operazione ha visto anche il sequestro preventivo della “ImmobilCasa srl”, attuale proprietaria del marchio “Katia Arredamenti”.

Le Fiamme Gialle hanno inoltre eseguito perquisizioni nelle province di Monza, Milano e Alessandria.

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