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San Pellegrino: cambia il progetto delle terme, si punta sul Grand Hotel

Di Redazione14 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il Grand Hotel di San Pellegrino

Il Grand Hotel di San Pellegrino

SAN PELLEGRINO — Era stato giudicato come un progetto fortemente innovativo a cui aveva messo mano l’architetto francese Domique Perrault. Ricorderete, i “grandi blocchi in pietra, come detriti di un ghiac­ciaio”, vincitori nel 2008 di un concorso pubblico. E invece no, si cambia: quel progetto è stato abbandonato e le nuove terme di San Pellegrino del gruppo immobiliare Percassi avranno una firma giapponese, quella dell’architetto Kengo Kuma.

Motivazione ufficiale del cambio: il vecchio progetto era poco funzionale, bello ma poco adattabile alle esigenze delle terme. In quello nuovo, rifatto totalmente, le terme emergeranno di più. Fino a diventare il terzo elemento carat­terizzante della località turistica, insieme al Casinò e al Grand Hotel.

Ma è soprattutto su quest’ultimo, sul gioiello decaduto in stile liberty, che si punta per tentare di convincere le catene alberghiere a entrare nella partita. Solo che la sostenibilità economica di un recupero del genere è tutta da verificare. Il Grand Hotel è chiuso dal 1979. L’ipotesi è di ricavarne un centi­naio di camere superlusso. Per farlo servirebbero una quarantina di milioni di euro. Regione, Provincia e Comune dovrebbe­ro metterci almeno 18 milioni che, al momento, non ci sono. Mentre il gruppo Percassi dovrebbe metterci il resto che spera di recuperare una volta funzionanti le terme.

Tutto dunque resta sulla carta per il momento. L’idea è quella di coinvolgere nella gestione delle Terme Quadrio Curzio, imprenditore lecchese che vanta nel suo gruppo le terme di Bormio, Pré Saint Didier, Milano e Monza. Si tratta di un nome prestigioso che servirebbe a far decollare l’operazione. Operazione che, almeno dal punto di vista immobiliare, deve essere conclusa entro il 2013: è una delle condizioni che il gruppo lecchese ha messo sul tavolo per poter parlare di un’ipotetica gestione.

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