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Isola

Yara: uccisa dalla bravata di un “branco” di ragazzini?

Di Redazione11 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I carabinieri nel campo di Chignolo dove è stata ritrovata Yara

I carabinieri nel campo di Chignolo dove è stata ritrovata Yara

BREMBATE SOPRA — La bravata di un gruppo di ragazzi del paese finita in tragedia: sembra essere questa la direzione che stanno stanno prendendo le indagini sul rapimento e l’omicidio di Yara Gambirasio.

A suggerirlo sono due aspetti emersi nelle ultime ore. Il primo è quello rivelato dalla trasmissione televisiva “Quarto grado”. Ovvero il fatto che le analisi pare abbiano permesso di individuare una decina di punti di contatto tra i quattro diversi profili genetici trovati sulle mutandine e sulla maglietta della ragazzina e alcuni dei 2000 dna raccolti negli ultimi mesi dagli investigatori.

La notizia, di per sè, dice tutto e niente. Perché come ha spiegato l’ex comandante dei Ris di Parma Luciano Garofano “in una comunità come quella di Brembate posso essere molte le comunanze genetiche”, ma ciò non è sufficiente a stabilire eventuali indiziati o sospetti. “Occorre studiare le regioni del Dna e aumentarne il numero a 13-14, così da poter attribuire con certezza eventuali identità personali” ha commentato Garafano.

Tutto dipende dunque da quanto precise e dettagliate siano le informazioni in mano in questo momento agli inquirenti. Inquirenti che, detto per inciso, non confermano né smentiscono quanto riportato dalla trasmissione televisiva.

Il secondo aspetto è quello che riguarda gli interrogatori che gli investigatori hanno effettuato di recente. Nei giorni scorsi sono stati sentiti diversi ragazzi del paese, accompagnati dai genitori, per cercare di capire se possa esserci stato qualcosa all’origine della violenza sulla povera Yara.

Una testimonianza di un uomo che si era appartato con una prostituta aveva parlato, ricorderete, di tre ragazzi che, dopo aver parcheggiato il motorino, si erano inoltrati nel campo di Chignolo alle 19 del 26 novembre scorso.

Tuttavia ci sono un paio di questioni fondamentali che fanno vacillare l’ipotesi del “branco”. La prima: se si è trattato di un gruppo di ragazzi, come hanno fatto in 7 mesi di serrate indagini, a mantenere un segreto tanto angosciante dentro la combriccola senza far trapelare alcunché? E la seconda: come è possibile che al momento del rapimento o della sparizione di Yara nessuno abbia visto di un gruppo di ragazzi, magari in motorino, per strada?

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