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La Figc sapeva delle partite truccate da almeno un mese

Di Redazione9 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Federcalcio sapeva delle partite truccate

La Federcalcio sapeva delle partite truccate

ROMA — “Denunciai del tentativo di estorsione a danno di Quadrini depositando l’atto alla Procura della Figc. Spiegai che si era in presenza di un fatto gravissimo e che esisteva una banda che era dedita alle scommesse”. È quanto afferma l’avvocato Massimo Ciardullo, avvocato del calciatore del Sassuolo Daniele Quadrini.

La denuncia è stata presentata dal legale del giocate l’8 maggio scorso. “A nostro parere – conclude il penalista – la Figc sarebbe potuta intervenire subito, prima che questo scandalo fosse scoperchiato dall’attività della magistratura ordinaria”.

Quadrini è stato ascoltato per un’ora dal pubblico ministero Mario Ardigò della Procura della Repubblica di Roma. Nel ricostruire la vicenda ch lo ha coinvolto ha spiegato di essere estraneo ai fatti e di essere stato “messo nei guai dal portiere del Benevento Marco Paoloni”. Il giocatore sarebbe stato raggiunto da una telefonata, da parte di un tal Massimo di Pescara che gli intimava di restituirgli 36 mila euro, debito dovuto ad una scommessa effettuata. “Solo che Quadrini non ha mai fatto alcuna scommessa ed ha cercato di spiegarlo al misterioso interlocutore, il quale non si è perso d’animo e gli ha detto: ti ha messo nei guai Marco Paoloni”.

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