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Calcioscommesse su trenta partite: trema la serie A

Di Redazione8 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Indagini anche sulle società di serie A

Indagini anche sulle società di serie A

BERGAMO — Il commercialista di Beppe Signori, Manlio Bruni, sotto indagine della Procura della Repubblica di Cremona per la vicenda delle partite truccate nega che Piacenza-Atalanta sia stata manipolata. Allo stesso modo, davanti al giudice per le indagini preliminari Guido Salvini, nega che nel suo studio ci fosse “una centrale di scommesse”.

Il commercialista, attualmente agli arresti domiciliari, si è fermato a parlare con i giornalisti dopo un interrogatorio durato tre ore, al fianco del suo avvocato. “Abbiamo confermato l’impianto accusatorio – ha detto il legale- e fornito particolari per chiarire la nostra posizione”. “Non ho mai avuto rapporti con il calcio giocato – ha aggiunto Bruni – ci sono state date della dritte sbagliate su Inter-Lecce e noi abbiamo giocato. Ma non c’era nessun illecito su quella partita tanto è vero che abbiamo perso”.

Due le partite che vengono contestate al commercialista, fra cui Atalanta-Piacenza, combinate secondo l’accusa. Bruni ha detto di non aver giocato su quegli incontri. Quanto a Beppe Signori “è un mio amico e sono il suo commercialista – ha aggiunto – ma non abbiamo fatto scommesse insieme. Quello che voi chiamate clan dei bolognesi – ha concluso – ha giocato una sola partita e ha perso”.

Al contrario è un quadro esteso, estesissimo quello che un altro ha tracciato ieri alla Procura, durante l’interrogatorio durato 7 ore di Marco Pirani. Il medico odontoiatra, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse, ha parlato di una trentina di partite truccate. Oltre ai 18 match già indicati nell’ordinanza di custodia cautelare, ci sarebbero altre dodici gare, tra cui una vecchia partita di serie A, due di B e altre di serie minori.

Lo scandalo dunque si allarga. Ci sarebbero grossi guai in vista anche per la serie A, “con incontri truccati” ha detto il procuratore capo Di Martino. “Una sensazione non è una prova, ma la sensazione è che le combine in serie A non riguardino i giocatori ma le società”.

Intanto, la Procura di Napoli è i procinto di aprire un nuovo fascicolo su Napoli-Parma dell’aprile 2010. All’origine delle indagini gli elementi investigativi raccolti in questi giorni fra cui una fotografia in cui compare Antonio Lo Russo, esponente dell’omonimo clan camorristico del quartiere Miano, a bordo campo durante la gara. Quella sera, durante l’intervallo della partita, si effettuarono un numero abnorme di scommesse sulla vittoria esterna del Parma. Cosa che avvenne.

Sull’inquietante presenza a bordocampo, sono arrivate reazioni anche dal nuovo sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Mi meraviglio che la società del calcio Napoli permetta a certa gente di stare a bordo campo. Il calcio deve cambiare, ci sono troppi soldi che girano attorno a quel mondo. Ne parlerò domani con il presidente del Napoli De Laurentiis”.

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