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Lettere Valseriana

Colere: 2500 euro per spostare un contatore dell’acqua

Di Redazione6 giugno 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un contatore dell'acqua

Un contatore dell'acqua

Egregio Direttore,
in questi giorni ho avuto modo di riscontare come sono cambiate le condizioni ed i rapporti tra utenti e gestori dell’acqua potabile nel mio Comune ma anche in tanti altri. Parlo delle zone che hanno già affidato a Uniacque (società pubblica) la gestione degli ex acquedotti comunali. Un mio parente ha chiesto di spostare vicino a casa sua il contatore dell’acqua già esistente e che era stato installato molti anni fa su un tratto di acquedotto che all’epoca passava in zona priva di accesso con mezzi. La tubazione più recente corre ora sul confine della sua proprietà. Il trasferimento consentirebbe a Uniacque di poter effettuare più comodamente le letture e di gestire quindi le condutture con minore costo.

Fino a quando la gestione dell’acquedotto era in carico al Comune di Colere, bastava fare la domanda di spostamento in Municipio. L’incaricato della manutenzione ordinaria dell’acquedotto faceva un sopralluogo e concordava con il richiedente la migliore sistemazione del nuovo allacciamento in sostituzione del precedente. Dopo di che i lavori venivano eseguiti dal richiedente con il solo l’obbligo di far verificare la regolarità dei lavori all’incaricato dell’acquedotto. Non veniva richiesta alcuna quota quale contributo di allacciamento, in quanto preesistente. Anche in caso di nuovo allacciamento, la quota era contenuta in circa € 500.

Con la società Uniacque non solo i lavori debbono essere eseguiti esclusivamente in monopolio dagli operai di Uniacque (provenienti da molti chilometri di distanza), con costi decuplicati rispetto a quelli che risulterebbero facendoli fare da idraulici locali. Nel caso specifico Uniacque ha chiesto il pagamento anticipato di un “Contributo per allacciamento standard”di € 1.250 a cui si aggiungono € 50 per spesa di “formazione collettore”, più € 550 per la formazione di un pozzetto, più € 80 per fresatura massicciata stradale, più € 315 per ripristino tappetino d’usura. Il totale risulta di € 2.524,50!

Una cifra esorbitante per il semplice spostamento di un contatore, quando la spesa reale è non più di € 500. Il mio parente si è rivolto al Comune di Colere. Dai funzionari al sindaco, non hanno fatto altro che allargare le braccia, dare ragione al mio parente. Ma non hanno potuto andare oltre. La gestione e la determinazione delle tariffe viene fatta da Uniacque e le loro regole e decisioni sono insindacabili. I prezzi vengono fissati da queste società che vi conteggiano tutte le loro spese di gestione. Nessuno può sindacare su questi conteggi e sulla regolamentazione dei servizi forniti in monopolio ai cittadini. Non esiste concorrenza. Questo succede ora che le società di gestione dell’acqua hanno capitale pubblico, anche se le istituzioni non possono dire alcunché. Come sarà quando vi parteciperanno anche i privati?

Qualche anno fa ho avuto modo di sperimentare direttamente il muro di gomma delle cosiddette società consortili che avevano in carico servizi pubblici. Avevano cambiato tranquillamente le regole ed i contratti precedentemente stipulati dai singoli Comuni per la fornitura dei servizi pubblici. Ed i Comuni non ci hanno potuto fare più nulla.

Walter Belingheri

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