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Batterio killer: come si prende e come si cura

Di Redazione31 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'Escherichia coli

L'Escherichia coli

AMBURGO, Germania — Al momento una cura specifica per il batterio killer dell’Escherichia coli non c’è, ma gli scienziati della Facoltà di Medicina di Hannover hanno verificato che i pazienti con sintomi più gravi di insufficienza renale e disturbi neurologici stanno rispondendo bene a un nuovo farmaco. Si tratta del principio attivo eculizumab, un anticorpo che ha notevolmente migliorato la condizione dei pazienti affetti dalla cosiddetta sindrome emolitica uremica.

La malattia si manifesta in forma grave solo nei bambini. Gli adulti si infettano e sviluppano una malattia gastroenterica anche severa ma senza complicanze renali. In genere in Italia vengono segnalate una media di 40 forme gravi pediatriche l’anno, con una mortalità del 2 per cento. La scorsa estate ha fatto due vittime. Un bambino su 4 non guarisce completamente e mantiene una alterata funzionalità renale. Il batterio 104 forse appartiene a un ceppo diverso da quelli finora fronteggiati e potrebbe possedere capacità insolite di aderire alla mucosa.

L’infezione da escherichia coli si prende attraverso il consumo di alimenti o acqua contaminati. Il serbatoio di questo batterio sono i ruminanti che non si ammalano. I bovini lo trasmettono a latte o carne. Se l’animale è portatore del ceppo patogeno può contaminare tutti i prodotti e l’ambiente dove vive, attraverso la dispersione delle feci, quindi acqua e prati. I vegetali possono essere contaminati con l’acqua di irrigazione.

Il primo sintomo è la diarrea, che nel giro di poche ore diventa emorragica. Ci si deve allarmare quando assume queste caratteristiche e compaiono tracce di sangue. Rivolgersi al medico. I sintomi sono diversi dalle coliti batteriche classiche. Niente febbre, forti dolori addominali. Spesso l’infezione è scambiata per appendicite. La diarrea da Escherichia coli nella maggior parte dei casi si risolve da sola nel giro di 4-5 giorni. Nei casi sfortunati la tossina va in circolo per provocare anemia e insufficienza renale.

In Italia non sono stati segnalati casi. L’igiene è l’unica difesa per prevenire ogni genere di infezioni alimentari. Evitate dunque il consumo di latte non pastorizzato soprattutto da parte di bambini e anziani, e carne poco cotta (specie hamburger). I bambini dovrebbero tenersi lontani da ambienti contaminati da feci di bovini e pecore. Non bagnarsi in acqua dolce. Per quanto riguarda la frutta e la verdura, lavatele con attenzione. Comprate prodotti italiani ricordando che il problema è nato da cetrioli contaminati prodotti in Spagna.

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