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Politica

Presunte tangenti: arrestato l’ex sindaco di Cassano d’Adda

Di Redazione26 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'ex sindaco di Cassano d'Adda Edoardo Sala

L'ex sindaco di Cassano d'Adda Edoardo Sala

CASSANO D’ADDA — Gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano hanno arrestato Edoardo Sala, ex sindaco pidiellino di Cassano d’Adda, paese della Bassa al confine con la Bergamasca. Agli arresti anche l’ex assessore ai Lavori pubblici Alessandro Casati e l’ex consigliere comunale Paolo Casati. I tre sono finiti in carcere mentre altre due persone – il commercialista Pierluigi Amati e il cugino dell’ex sindaco Sala, l’architetto Michele Ugliola – sono ai domiciliari per un giro di mazzette in ambito urbanistico. Lo riporta Sky Tg24.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite nell’ambito dell’inchiesta del procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, che riguarda alcune tangenti versate per ottenere modifiche al piano urbanistico. I reati ipotizzati sono concussione e corruzione. Secondo l’accusa sarebbero state corrisposte, o promesse, somme di denaro per pilotare varianti al piano regolatore generale vigente o per impostare, secondo determinati criteri, il piano del governo del territorio ancora in fase d’elaborazione. L’ammontare della mazzette già versate o promesse supererebbe i tre milioni di euro: un milione di euro per la tangente già pagata e due milioni per quelle promesse.

Secondo il gip di Milano, Gaetano Brusa, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, l’ex sindaco Sala – che aveva rimesso l’incarico a fine 2010 quando fu iscritto nel registro degli indagati – non solo commise reati “sin da quando non ricopriva ancora la carica di sindaco”, ma li avrebbe messi in atto “secondo un disegno che consente di affermare come lo stesso abbia assunto detta carica al solo scopo di arricchimento personale, senza alcuna sensibilità verso le responsabilità e i doveri connessi alla carica di primo cittadino”. Secondo il giudice, Edoardo Sala avrebbe manifestato “disprezzo verso la legalità e l’intento di gestire la cosa pubblica al di fuori dei principi di lealtà, imparzialità e correttezza che unici dovrebbero qualificare il suo operato”.

I militari della Guardia di Finanza di Milano inoltre hanno effettuato dodici perquisizioni nei confronti di società e persone coinvolte nell’inchiesta. Sono una decina in tutto le persone indagate.

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