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Germania, batterio killer: si allarga l’epidemia. Ceppo mutato

Di Redazione26 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il batterio al microscopio elettronico

Il batterio al microscopio elettronico

BERLINO, Germania — Si allarga in Germania l’epidemia dovuta al batterio dell’Escherichia coli. Sono già 400 i casi conclamati e tre i morti finora accertati dovuti alla contaminazione di alimenti infetti. L’epidemia è concentrata soprattutto nel nord del paese, nella zona di Amburgo e Brema.

L’Escherichia coli è un batterio presente nell’intestino dell’uomo che normalmente non dà problemi. Il timore è che quello in questione sia un ceppo mutato. Alcuni ceppi producono una tossina simile a quella del colera, provocando diarrea e disidratazione, e molto più raramente casi di sindrome emolitica-uremica, provocati dal ceppo enteroemorragico, che in Germania sembra abbia gia’ portato alla morte tre persone e contagiato altre centinaia.

I casi di sindrome emolitica-uremica sono piuttosto rari. In Italia ad esempio si sono verificati dopo che alcune persone avevano bevuto del latte crudo. “E’ possibile che in Germania si sia selezionato un ceppo mutato, molto virulento, che si sta espandendo velocemente tramite alimenti contaminati diffusi tramite la grande distribuzione. E’ difficile che un’epidemia così vasta in città diverse si abbia per cibi locali o contatto interumano” spiegano gli esperti.

Anche se rappresenta un comune abitante dell’intestino e ha un ruolo fondamentale nel processo digestivo, ci sono dei casi in cui l’Escherichia coli può provocare infezioni del tratto urinario, meningite, peritonite, setticemia e polmonite. Alcuni ceppi producono tossine causa di diarrea, soprattutto con alimenti a carico batterico molto elevato, come cibi conservati male, a base di latte, uova, creme o carni poco cotte.

I sintomi dell’Escherechia coli enteroemorragico (ehec) sono crampi addominali e diarrea, spesso associata a sangue, febbre e vomito. Come spiega l’Oms, il periodo di incubazione va da 3 a 8 giorni, con una media di 3-4 giorni. Molti pazienti si riprendono in 10 giorni, ma generalmente in bambini e anziani può portare alla sindrome emolitica-uremica, che può essere letale. Si stima che circa il 10 per cento di persone con l’infezione da ehec sviluppi la sindrome, con una letalità dal 3 al 5 per cento.

Occasionalmente possono esserci delle epidemie da ehec con un gran numero di casi. Come quella del 1996 in Giappone, con quasi 10mila casi a causa di germogli di ravanelli contaminati mangiati nelle mense scolastiche.

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