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Politica

Aeroporto, il Pd chiama in causa la Provincia: prenda posizione

Di Redazione26 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'aeroporto di Orio al Serio

L'aeroporto di Orio al Serio

BERGAMO — Dopo la partecipata assemblea di Legambiente e dei comitati sull’aeroporto di Orio al Serio, anche il Partito Democratico in Provincia rilancia la propria iniziativa a tutela della salute dei cittadini.

“Dal mese di dicembre – dichiarano i consiglieri provinciali Matteo Rossi e Alberto Vergalli – attendiamo di poter discutere un ordine del giorno che indica alla Provincia le azioni sulle quali impegnare i propri rappresentanti in Sacbo. Abbiamo chiesto e ottenuto l’incontro tra i sindaci interessati e le commissioni consiliari, e ora crediamo siano maturi i tempi per prendere una posizione chiara a precisa”.

“La Provincia di Bergamo è azionista di Sacbo e in quanto tale, soprattutto dopo il rinnovo delle cariche societarie, ha una chiara responsabilità politica sulla gestione dell’aeroporto, sull’impatto che esso ha sui cittadini e sul territorio interessato. In questo senso la Giunta ha il dovere di esprimere sia direttamente sia attraverso i propri rappresentanti le proposte più utili per attenuare i disagi che l’Aeroporto causa ai cittadini e perseguire un miglioramento della qualità della loro vita”.

Nell’ordine del giorno, partendo da un convinto sostegno al ruolo che Orio al Serio svolge all’interno delle dinamiche economiche bergamasche, i consiglieri del Pd chiedono al Consiglio Provinciale di esprimersi per indicare a Sacbo 6 impegni precisi e concreti: effettuare quanto prima uno studio epidemiologico e sanitario sulla salute dei cittadini nelle aree con maggior rumore e rischio; avere regolarmente e costantemente a disposizione dati sull’inquinamento acustico ed ambientale, puntuali e di dettaglio anche attraverso la dislocazione omogenea di centraline fisse sul territorio.

E poi, “operare per una graduale riduzione numerica dei voli in fascia notturna fino alla loro completa abolizione; adottare tutte le misure sia di mitigazione che di prevenzione per il contenimento dell’inquinamento acustico e per il miglioramento della compatibilità ambientale tra aeroporto e territori interessati, atte a tutelare la vita e la salute dei cittadini che quotidianamente convivono con gli aerei, in un ottica di compatibilità tra il territorio e le sue infrastrutture; il rispetto del limite massimo di 68.750 movimenti annui autorizzati e previsti dalla valutazione d’impatto ambientale del 2003. La messa in atto di tutte le procedute antirumore nell’ambito di scelte condivise con i Comuni direttamente coinvolti”, concludono Rossi e Vergalli.

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