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Valseriana

Morì per l’ecstasy: arrestato pusher bergamasco

Di Redazione16 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lo sballo

Lo sballo

GAZZANIGA — Un uomo di 30 anni, Marco Cristini originario di Gazzaniga, è finito in carcere perché ritenuto il pusher che ha venduto l’ecstasy che ha stroncato Francesco Botti, un ragazzo di 17 anni morto il 17 novembre scorso a Milano durante uno “sballo” per Halloween.

Dopo sei mesi d’indagini, il pm milanese Gianluca Prisco ha ottenuto dal gip Chiara Valori l’arresto del bergamasco, tossicodipendente e con precedenti per droga. Per lui l’accusa è di spaccio e morte come conseguenza non voluta di un altro reato.

Il minorenne, originario di Lucca, aveva bevuto l’anfetamina con amici, dopo averla sciolta nell’acqua per poi trascorrere un party al centro sociale Leoncavallo. A prelevare il Cristini, che vive insieme alla compagna e a un figlio in un appartamento dell’estrema periferia milanese, sono stati sabato sera gli uomini della sezione omicidi della Squadra Mobile.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giovane toscano era arrivato a Milano per trascorrere la nottata di Halloween da due amiche novaresi al Leoncavallo. Per procurarsi lo “sballo” una delle due ragazze – ora indagata -, ha contattato Cristini, un pusher che vendeva “roba” a Porta Genova, a Milano, e da cui si era già rifornita.

Per 120 euro aveva acquistato tre grammi di ecstasy. Una dose, per il gip, “letale anche se spartita con altri”, cosa di cui lo spacciatore avrebbe dovuto essere “consapevole”.

Al Leonka, i ragazzi hanno sciolto lo stupefacente in tre bottiglie d’acqua. Hanno bevuto in quattro. Francesco, durante il ballo, ha iniziato ad avere un gran caldo. Presto è finito in coma in ospedale, al Niguarda. Il 5 novembre è morto per epatite fulminante.

Il pusher è richiuso al carcere di San Vittore. Dal Leoncavallo, allora al centro delle polemiche per la vicenda, “esigono le scuse da chi per anni ha denigrato” il centro sociale dicendo che è “un covo di spacciatori”.

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