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Melania venne trascinata nel bosco o andò spontaneamente?

Di Redazione16 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una bella foto di Melania con la sua bimba

Una bella foto di Melania con la sua bimba

ASCOLI PICENO — Si terranno oggi alle 15 a Somma Vesuviana, i funerali di Carmela Melania Rea, scomparsa il 18 aprile da Colle San Marco dove era in compagnia del marito, il caporal maggiore Salvatore Parolisi e della piccola figlia Vittoria, e trovata poi morta nei boschi di Ripe della Civitella nel teramano il 20 aprile.

Le esequie si svolgeranno nella chiesa di Santa Maria del Pozzo dopo quasi un mese dalla sua scomparsa e ben due autopsie, l’ultima disposta la scorsa settimana dopo i tre interrogatori al marito Salvatore Parolisi presso la caserma dei Carabinieri di Castello di Cisterna.

Intanto proseguono le indagini. “Se Melania non fu rapita prima di essere stata uccisa, cosa che ancora non è stata chiarita, è possibile che l’inchiesta passi alla Procura di Teramo. In caso contrario rimarrà ad Ascoli”. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri del capoluogo piceno, colonnello Alessandro Patrizio, che spiega: “Mentre è ormai abbastanza certo che l’uccisione sia avvenuta a Ripe di Civitella del Tronto, e non nella zona di Colle S. Marco, non è sicuro se la donna sia arrivata il quel luogo spontaneamente o se invece sia stata costretta da qualcuno. Le indagini proseguono in tutte le direzioni per stabilire anche questo, senza escludere nessuna ipotesi”.

Secondo le indagini, dunque, Melania sarebbe morta nel Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella (Teramo) dopo una colluttazione rapida, breve. Sono le prime indicazioni emerse dopo il nuovo esame autoptico, effettuato da Adriano Tagliabracci a Teramo per chiarire alcuni dettagli rispetto all’autopsia effettuata il 21 aprile scorso. Sembra che la vittima non sia stata tramortita dal suo assassino. Al momento resta invece più difficile circoscrivere l’ora precisa della morte, sinora collocata tra le 14 e le 17.

Difficile in questa fase anche dire con precisione quanto tempo dopo il decesso sono state inferte alcune coltellate post mortem. Non si può affermare che la giovane donna non abbia tentato di difendersi: probabilmente la velocità dell’aggressione è stata tale da impedirle una reazione più forte nei confronti dell’omicida. La risposta complessiva dei due esami autoptici sarà depositata nel giro di 30-40 giorni.

Nuovi esami del Ris dei carabinieri sono in corso sul cellulare della donna. Gli investigatori vogliono accertare se l’assassino sia tornato sul luogo del delitto un giorno e mezzo dopo la scomparsa di Melania – avvenuta il 18 aprile – per reintrodurre la batteria nel telefonino della donna. Telefonino che avrebbe ripreso a squillare il 20 aprile dopo essersi spento alle ore 19 del giorno 18, così come confermato dalla madre della vittima.

Un’ipotesi, quella del ritorno sul posto dell’assassino, possibile ma non molto credibile secondo gli investigatori. Accertato invece che Melania aveva sul corpo il segno di 32 coltellate, diverse dalle sette letali. Un particolare che insieme ad altri elementi che farebbero pensare a una messa scena dell’aggressore, tesa a depistare le indagini – come la siringa conficcata sul corpo, lacci emostatici e figure simili ad una svastica sul cadavere. Il che potrebbe far pensare a un ritorno dell’assassino nel bosco delle Casermette in un periodo successivo a quello dell’omicidio.

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