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Mario Merelli in vetta al Dhaulagiri, ma la nebbia lo beffa

Di Redazione16 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mario Merelli

Mario Merelli

BERGAMO — Sono arrivati in vetta ma non lo possono provare, a causa delle fitta nebbia e di una bufera che ha impedito di “certificare” con foto il loro risultato. Si è trasformata in una beffa l’impresa compiuta dall’alpinista bergamasco Mario Merelli e dal compagno Marco Zaffaroni sul Dhaulagiri, settima montagna più alta della Terra, con i suoi 8160 metri.

Una montagna decisamente avversa all’alpinista di Lizzola che l’aveva già tentata due volte prima, nel 2001 e nel 2007. In entrambi i casi, Merelli dovette rinunciare per la morte di un compagno di spedizione, prima Pepe Garces e poi Sergio Dalla Longa.

Stavolta pareva la volta buona. Merelli e Zaffaroni sono partiti all’assalto della vetta domenica mattina, ma in quota hanno trovato una pesantissima bufera. Merelli ha deciso di proseguire lo stesso. Mario è arrivato fino a quello che pareva essere il plateu sommitale. Tuttavia la nebbia ha impedito qualunque raffronto. “Credo di essere arrivato in vetta, ma non ne sono sicuro” ha ammesso con onestà l’alpinista.

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