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Valseriana

Delitto di Gorno: mi hanno insultato e ho reagito

Di Redazione12 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'auto dei carabinieri

L'auto dei carabinieri

BERGAMO — Sarebbero stati una serie di insulti a scatenare la furia omicida di Dionisio Quistini, l’uomo che lunedì a Gorno ha ucciso a colpi di piede di porco il cognato Giovanni Benigni e ferito gravemente la sorella Caterina.

Davanti al giudice per le indagini preliminari Patrizia Ingrascì, Quistini avrebbe detto essere stato provocato e insultato tutta la notte. E al colmo delle rabbia di aver aggredito i due parenti.

I rapporti fra i coniugi e il Quistini erano tesi da parecchi anni per motivi d’eredità. In una terribile escalation erano passati dalle ingiurie alle minacce ai fatti concreti. Quistini ha detto di essere stato importunato per tutta la notte antecedente l’omicidio dai due che avrebbero suonato continuamente il campanello di casa. E poi di essere stato insultato ripetutamente dalla coppia.

Il magistrato non ha individuato motivi di fuga. Tuttavia Quistini resta in carcere. Intanto le condizioni della sorella migliorano. Dopo l’intervento dei giorni scorsi, la pensionata è ricoverata nel reparto di Neurochirurgia. La prognosi resta riservata ma la donna è sveglia e cosciente.

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