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Melania: interrogato il marito, vacilla l’alibi

Di Redazione11 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
A destra, Salvatore Parolisi

A destra, Salvatore Parolisi

ASCOLI PICENO — E’ stato interrogato per un’ora e mezza Salvatore Parolisi, il marito di Carmela Melania Rea, assassinata a coltellate in una pineta del Teramano dopo essere scomparsa da Colle San Marco il 18 aprile scorso. Ed è proprio il vedovo, caporalmaggiore dell’esercito di stanza al Rav Piceno, lo spartiacque dell’inchiesta.

Dagli ambienti investigativi, dove si fa capire chiaramente che Parolisi non ha detto tutto. A cominciare dalla sua relazione extraconiugale, stabile, con Ludovica P., 27 anni, caporale all’ottavo Reggimento lancieri di Montebello. Una ragazza bellissima, mora, il corpo sinuoso, amante dei cavalli, una laurea alla Sapienza di Roma.

Salvatore, sentito una prima volta dai carabinieri l’aveva liquidata come una storia di poca importanza. Ma i due si frequentavano da due anni e sembra che l’ultima volta si siano visti pochi mesi fa, in un albergo di San Benedetto del Tronto. Non solo: il militare avrebbe parlato con lei il 17 aprile, alla vigilia della scomparsa di Melania, promettendole che avrebbe chiesto alla moglie la separazione.

Secondo voci non confermate, il primo maggio, quando ormai la tragedia si era consumata, si sarebbero ancora sentiti, ma lui le avrebbe chiesto di chiamarlo al numero di una cabina telefonica, nel timore che la telefonata potesse essere rintracciata attraverso i tabulati dei suoi due telefoni cellulari, uno dedicato.

In queste ore l’alibi di Parolisi è passato al setaccio. L’uomo dormì a casa dell’amico Raffaele Paciolla nella notte fra il 20 e il 21 aprile, e non il 18, giorno in cui Melania è scomparsa, per essere poi ritrovata cadavere il 20. Lo ha detto ai cronisti l’avvocato Tommaso Pietropaolo, amico di Paciolla, per smentire le ricostruzioni secondo cui Parolisi avrebbe trascorso la notte della sparizione della moglie in casa dell’amico agente di custodia, allontanandosi poi all’alba del giorno successivo.

Intanto il caporalmaggiore è stato interrogato nel pomeriggio nella caserma dei carabinieri a Somma Vesuviana (Napoli), paese d’origine della moglie. L’uomo è entrato in caserma intorno alle 16 per uscire intorno alle 17.30. Prima di interrogare Parolisi, il pm di Ascoli Piceno, Umberto Monti è stato a Roma per un confronto con i carabinieri del Ris.

Al centro del vertice alcune analisi effettuate sui reperti, un centinaio, prelevati dai militari sulla scena della scomparsa della donna e sul luogo di ritrovamento del corpo. Non è ancora stato chiarito se sia o no anche il luogo dove Melania è stata uccisa.

Nel frattempo è trapelata la notizia che il cellulare dell’uomo, secondo i rilievi tecnici, sarebbe stato tracciato a Ripe di Civitella (Te) poco dopo le 14 del giorno della scomparsa di Melania, il 18 aprile. Il cellulare di Parolisi sarebbe stato agganciato dalla cella nella zona dove è stato ritrovato il cadavere di Melania e dove potrebbe essere avvenuto il delitto. Una mezz’ora circa prima dell’allontanamento di Melania dallo stesso Parolisi e dalla loro bambina di 18 mesi, per andare a cercare un bagno, a Colle San Marco di Ascoli Piceno, a una decina di chilometri di distanza da Ripe di Citivella.

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