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Politica

La Siliprandi vuota il sacco: lettera aperta ai trevigliesi

Di Redazione11 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Patrizia Siliprandi

Patrizia Siliprandi

TREVIGLIO — Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta del candidato sindaco di Treviglio per tre liste civiche di centrodestra Patrizia Siliprandi, indirizzata ai suoi concittadini.

“Carissimi,
ritengo doveroso, dopo tanto parlare e scrivere della vicenda che in questi giorni mi ha visto politicamente protagonista, dire come effettivamente stanno le cose.
Era ormai troppo tempo che aleggiava il nome di Pezzoni quale candidato sindaco condiviso(?) da Lega e Pdl. Aleggiava, perché né la base della Lega, né, a quanto mi risulta, quella del Pdl, che peraltro aveva espresso altri tre nomi quali possibili candidati, sono state parte attiva nella scelta di colui che, secondo le intenzioni dei vertici provinciali e regionali, dovrebbe governare la città nei prossimi cinque anni.

Evidentemente questi vertici verticistici hanno ritenuto che nessun politico trevigliese, nessuna delle persone rappresentanti il Pdl e la Lega che, per tutti questi anni, ha messo faccia ed impegno in Consiglio Comunale o nessuno che si sia impegnato nel sociale, o ancora sia stato parte attiva nel sistema economico locale, fosse idoneo a ricoprire tale carica. Ma tant’è: ubi maior, minor cessat.

Non resta quindi che pensare che gli interessi in ballo fossero troppo alti per affidarli a persone che già non ricoprissero importanti cariche in enti di ampi interessi o non fossero con certezza obbedienti ai voleri dei potenti. Allora, quale scelta migliore che affidarsi ad un uomo di apparato, non importa se sconosciuto alla Città o conoscitore della Città, se portatore di impegni profusi nella gestione cittadina o che mai avesse messo la propria faccia di fronte ai problemi del territorio.

Assistiamo così ad un altro scippo alla Città perpetrato altrove, al quale però intendo reagire, nell’interesse dei cittadini che, come spesso accade, sono relegati al ruolo di semplici portatori di voti e poi abbandonati ad affrontare da soli i problemi che la Città quotidianamente propone , di salute, di trasporti, di traffico, di abitazioni, di assistenza, mentre i soliti pochi noti avranno sponde ben solide per gestire i propri interessi economici.
A breve tali interessi si concretizzeranno sul territorio, questo è noto a tutti; l’Expo in primis, tanto che la provincia ha pensato bene di aprire un ufficio territoriale a Treviglio. Ma servirà ai trevigliesi o ai soliti pochi noti di cui sopra? Meglio non tentare di dare una risposta alla domanda..

In questa situazione non me la sono proprio sentita di adeguarmi all’andazzo, contro cui per la verità ho cercato di opporre resistenza, arrivando a scrivere al Segretario nazionale del partito per rappresentargli la situazione quantomeno anomala che si stava profilando all’orizzonte, contraria perfino alle direttive nazionali che indicavano la necessità che la Lega andasse da sola alle elezioni per salvaguardare l’identità del Partito. Cosa abbia spinto la Segreteria Provinciale a chiedere la deroga a tale direttiva, abdicando a tale principio, non è dato sapere; o forse si. Gesto, ricordiamolo, in aperto contrasto con ciò che le Segreterie locali-forse ingenuamente, forse no-stavano portando avanti, e cioè ognuna i propri candidati: il Pdl la triade Mangano-Pignatelli-Cologno, la Lega la sottoscritta. Io però a questo andazzo non ci sto.

Nonostante che sotto il profilo politico mi costi la certezza del posto di vicesindaco e di assessore in caso di vittoria del centrodestra, ho ritenuto più importante mantenere la mia credibilità nei confronti della mia città, guadagnata con i principi che per i diciotto anni della mia azione politica mi hanno sempre ispirata.

Principi che si riassumono in una semplice parola dai più disattesa: volontariato”. Vale a dire, la politica intesa come servizio civico, senza secondi fini, a titolo gratuito. Il che può sembrare un’ovvietà , ma purtroppo i fatti troppo spesso lo contraddicono. Ho così accettato la proposta di alcune liste civiche, per prima quella pensata e voluta dal compianto Enzo Riganti, che sempre ha condiviso i valori della politica di cui dicevo, i cui componenti mi hanno onorato della richiesta di candidarmi loro sindaco.

Mi entusiasma l’idea di una politica fatta da persone normali, ognuna esperta del suo campo lavorativo, non intruppate in movimenti politici dove conta solo la volontà dei vertici, sempre più lontani dai cittadini, gente non assuefatta agli intrallazzi, persone che sono la vera espressione della Città che lavora, che vivono i problemi del territorio, che si vogliono mettere in gioco per risolverli, per il bene di tutti e non per interessi personali o di parte.
In una parola, una politica pulita.

Per fare in modo che una cosa resti ben chiara: che le elezioni non espropriano il cittadino del diritto di dire la sua nei momenti più importanti, il cittadino va ascoltato e considerato; il cittadino, l’elettore, non è un mezzo per conseguire il potere, è e resta per tutta la durata del mandato da lui conferito, il solo vero titolare di quel potere che delega un altro a rendere operativo; il che può sembrare un’ovvietà, ma spesso abbiamo visto i fatti smentirla”.

Patrizia Siliprandi

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