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Politica

Pdl: 800 bergamaschi al Palasharp per Berlusconi

Di Redazione9 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il candidato a Treviglio Pezzoni, al Palasharp con Mantovani e Beccalossi

Il candidato a Treviglio Pezzoni, al Palasharp con Mantovani e Beccalossi

MILANO — Il Pdl aveva previsto 8000 partecipanti. Tuttavia il Palasharp di Milano, sede storica delle feste della sinistra, non è stato del tutto riempito ieri per la chiusura ufficiale della campagna elettorale di Letizia Moratti, nonostante la presenza di Silvio Berlusconi.

Nel catino di Lampugnano c’erano circa 6000 persone, 800 della quali provenienti da Bergamo. Tutto il “secondo anello” è stato chiuso con lunghe tende nere.

La Moratti sindaco uscente, ha fatto un resoconto della sua amministrazione. “Milano – dice – deve puntare a diventare un’area urbana sempre più a misura di famiglia, con una particolare attenzione alle periferie, in cui vive una grandissima parte della cittadinanza. In tre anni abbiamo ridotto del 48 per cento il numero dei reati. Non solo. Milano è sempre più ricca di infrastrutture e servizi e più verde e bella da vivere. Il numero di alberi è stato incrementato del 40 per cento e la città, ora, punta a raddoppiare le proprie aree verdi”.

“Con il nuovo Piano di governo del territorio – puntualizza – saremo in grado di ridisegnare il futuro di Milano, dove l’interesse pubblico prevarrà, sempre, su quello privato. Un futuro che punta ad assicurare nuove condizioni di vivibilità, dove l’edilizia non significherà più consumare suolo pubblico ma uno sviluppo immobiliare collegato all’offerta di adeguati servizi pubblici”.

“L’Expo – prosegue – è la grande occasione per dotare Milano di nuove metropolitane, nuove strade, nuovi collegamenti ferroviari. Dopo 20 anni siamo tornati a investire nelle metropolitane con due nuove linee – la M4 e la M5 – prolungando quelle già esistenti. Si tratta di nuove infrastrutture che contribuiranno ad aumentare la competitività della città e del Paese. L’Expo lascerà in eredità al capoluogo il più grande parco d’Europa: 800 ettari, dalla Darsena a Pero, un grandissimo polmone verde nel cuore di una metropoli, sempre più a misura d’uomo”.

Poi tocca a Berlusconi che si produce in un attacco frontale ai giudici, “cancro da estirpare, pena la democrazia”. Poi sul comunismo: “Nella vita ci vuole follia e coraggio, talvolta l’azione più saggia è quella che apparentemente sembra la più folle. Il professor Giuliano Urbani mi fece vedere una ricerca per cui il 72 per cento dei parlamentari sarebbe stato del partito comunista perché la sinistra è sempre comunista. Per questo ho deciso di scendere in campo e posso dire che nel ’94 ho salvato l’Italia dal comunismo”.

La sinistra, dice ancora, “vuole ridurre il debito pubblico mettendo una tassa sulla prima casa, mettendo una tassa patrimoniale. Noi che vogliamo uno stato libero non lo possiamo permettere. Finché avremo una responsabilità di governo non succederà mai”.

Critica la sinistra anche quando affronta il tema immigrazione: “la loro strategia che è quella di fare entrare quanti più clandestini possibili, dopo 5 anni dargli il voto e cambiare così la bilancia elettorale”. Sfiorando l’argomento moschee, afferma: “Non abbiamo nulla contro le altre religioni ma non è giusto costruire moschee quando lì è vietato costruire chiese”.

Fra i bergamaschi intervenuti alla manifestazione, c’erano anche il deputato Gregorio Fontana, la senatrice Alessandra Gallone, il coordinatore provinciale Carlo Saffioti, il vicecoordinatore Pietro Macconi e il delegato regionale Marco Pagnoncelli. Nutrita la presenza dei giovani guidati dal coordinatore Stefano Benigni.

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