iscrizionenewslettergif
Editoriali

Atalanta, tutte le strade portano a Colantuono

Di Redazione9 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Stefano Colantuono e Antonio Percassi

Stefano Colantuono e Antonio Percassi

BERGAMO — E adesso nessuno si faccia prendere dalla frenesia, dall’ansia del calciomercato ad ogni costo, dalla voglia di stravolgere tutto nel nome di chissà quale immediato futuro da urlo. L’Atalanta è in serie A, lo stadio chiede a Percassi addirittura l’Europa ma qui l’unica cosa che conta davvero è costruire un progetto con basi solide a prova di terremoto.

Già, signori. Scusate tanto se mi permetto di raffreddare gli entusiasmi, chiedo venia se non mi accodo a chi vorrebbe mister e 7-8 giocatori nuovi o a coloro che credono nel calcio modello play-station: compri quelli più forti, li paghi con i soldi del Monopoli e vinci.

Saranno giornate di festa, settimane in cui tutti celebreremo la promozione ma adesso viene il difficile. E il difficile è tapparsi le orecchie prendendo in considerazione solo dati e riferimenti oggettivi: quelli, tra un mese, non saranno cambiati.

Numeri alla mano, la squadra che a tre giornate dalla fine è già in serie A, ha tutte le carte in regola per fare un campionato tranquillo nella massima serie con 2-3 innesti di qualità. Di categoria, pronti subito alla massima serie. E il mister è la prima scelta da definire senza nessun dubbio. Al termine della sfida vinta con il Portogruaro ci siamo affannati tutti a chiedere conferme al presidente che, pensandoci bene, era l’ultimo da interpellare.

Il direttore Spagnolo ha rimarcato il buon lavoro del tecnico soprattutto nella costruzione del gruppo, ha detto che si sta lavorando per costruire un’Atalanta per i prossimi 10 anni. Cristiano Doni ha speso più o meno le stesse parole sul tecnico romano, ha detto che è un leader dello spogliatoio e che ha fatto un gran lavoro. L’amministratore delegato Luca Percassi si è allineato agli altri dicendo che adesso servirà un progetto che dia stabilità nell’immediato e prospettive per il futuro.

Il mister ha fatto spallucce, il rinnovo del suo contratto è automatico e per la prossima stagione si vede ancora a Bergamo: gli hanno chiesto la serie A, lui ha centrato l’obiettivo e adesso aspetta. Cosa? La fine del campionato, le vacanze e poi chissà: intanto i numeri sono dalla sua parte.

Resta lui, Antonio Percassi. Vulcano di idee, zuppo di passione il numero uno nerazzurro vorrebbe un’Atalanta stile Barcellona, stando entro i confini nazionali una Dea modello Udinese. Il bello piace a tutti, a lui come a coloro che vogliono bene alla squadra della loro città. “Ora festeggiamo, del futuro inizieremo a parlare nei prossimi giorni”. Con queste parole il presidente ha dribblato domande scomode ma ci sono alcune considerazioni che vanno fatte e che portano, tutte, a Stefano Colantuono.

La certezza nell’immediato è la conferma del mister. Probabilmente non valorizza in pieno i giovani ma alla fine bisogna pure vedere quanto i giovani si sono confermati. In partita ma anche in settimana. Un esempio? Bonaventura ha giocato e segnato, Pettinari, Basha, Ardemagni e Marilungo invece non hanno combinato chissà cosa: è Colantuono che li ha accantonati o sono loro ad aver reso meno di quanto si credeva?

Ottiene punti, centra i risultati e in serie B finora ha vinto più di tutti: 21 volte su 39 gare. Se vuoi fare un campionato tranquillo, considerando anche il livello medio della serie A di oggi, la conferma di Colantuono non è così illogica. Catania, Chievo, Parma, Bologna, Cesena e Lecce sono così superiori alla Dea di oggi? Certo, almeno tre di queste squadre hanno due o tre elementi di classe, personalità e che offrono garanzie che a Bergamo forse mancano ma il calciomercato apre tra poco e tutto può succedere.

Doni, elemento chiave dello spogliatoio, si è speso pesantemente per Colantuono. L’ha fatto a più riprese e con grande sincerità. Non solo davanti alle telecamere ma pure con chi di dovere. Ora e in tempi non sospetti, dopo alcune sconfitte anche pesanti. Restano le parole di Colantuono: ha una personalità forte, è orgoglioso dell’obiettivo raggiunto ma certe cose non gli sono piaciute e i mugugni di una parte della piazza per il gioco espresso andranno gestiti e risolti. Lui difficilmente andrà da Percassi a chiedere di essere liberato, con un contratto automaticamente rinnovato e con la consapevolezza che oggi l’Atalanta è ambita. Dopo quello che successe al momento della sua partenza per il Palermo, non credo che si ripeterà una situazione simile.

Se Antonio Percassi ascolta le voci dei suoi collaboratori(come ha sempre fatto), del leader dello spogliatoio e resta ai numeri che questa stagione ha prodotto, Colantuono rimane per salvare senza patemi l’Atalanta in serie A. Se il presidente decide di cambiare perchè vuole subito alzare il tiro con un mister da blindare magari per 2 o 3 anni in modo da iniziare subito a costruire il suo progetto, probabilmente cercherà qualcuno che già conosce la piazza e che cerca uno stimolante rilancio: Luigi Del Neri. Le altre, oggi, sono piste che paiono difficilmente percorribili e piene di incognite.

L’unica cosa davvero importante, adesso, è decidere in fretta la strategia. Scelte e obiettivi vanno cementati, le strategie si portano avanti con forza ma vista la storia imprenditoriale del numero uno orobico non credo ci sia molto da preoccuparsi: davanti alle telecamere lo verrà a dire a tempo debito, ora conta solo che in seno alla società la strada sia tracciata e vista la frequenza e i ritmi che tengono quelli che lavorano a Zingonia basta solo avere pazienza. Un briciolo di pazienza.

Fabio Gennari

Atalanta, prima la A e poi caccia al nuovo leader

Cristiano Doni BERGAMO -- L'Atalanta non vince da tre partite: non era mai successo in questa stagione. ...

Il futuro di Doni? I giocatori si comprano, gli uomini veri no

Cristiano Doni BERGAMO -- La verità, l'unica verità è che non ha ancora deciso. Cristiano Doni ha ...