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Dallo stadio a Piazza Vecchia: la lunga notte della Dea

Di Redazione8 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'arrivo di Antonio Percassi alla Taverna Colleoni

L'arrivo di Antonio Percassi alla Taverna Colleoni

BERGAMO — Al fischio finale, in campo è esplosa la festa. Nello spogliatoio sono volati gavettoni ovunque, dalla zona mista si sentiva forte e chiaro il tremore dei muri: i cori della curva si erano trasferiti nella pancia dello stadio.

Mentre i tifosi si trasferivano in centro, Cristiano Doni si è presentato davanti ai microfoni per ultimo (erano quasi le 19) e quando è uscito gli ultimi appassionati orobici l’hanno abbracciato prima che il capitano potesse raggiungere il padre vicino alla macchina.

Ma nel dopo gara, come si sono svolti i festeggiamenti dei protagonisti e dei tifosi più accesi? I ragazzi della Curva Nord si sono radunati vicino al Baretto, i bandieroni hanno sventolato senza soluzione di continuità e poco dopo sono spuntate anche delle tavolate imbandite per festeggiare degnamente il ritorno a casa della Dea.

I giocatori, dopo aver fatto baldoria nello spogliatoio ed una breve pausa casalinga, si sono radunati quasi al completo al bar A.I. Giardini San Marco e la scelta del locale ha perfino qualcosa di romantico: alzando gli occhi si poteva ammirare lo splendore di Città Alta.

Ma è proprio nel cuore di Città Alta che si raggiunge l’apice della prima serata di festa vera per Antonio Percassi. Il presidente, i suoi tre figli e i vertici orobici si sono ritrovati alla Taverna del Colleoni di Piazza Vecchia, insieme ai collaboratori della società si è svolta una cena decisamente festosa che è iniziata poco dopo le 21.15 con l’arrivo del numero uno orobico e della sua compagna.

I curiosi che si sono avvicinati hanno ricevuto in cambio sorrisi e strette di mano, dopo le interviste di rito la cena è iniziata con l’antipasto a buffet mentre i due primi, il secondo di carne e il dolce sono stati serviti ai tavoli riservati nella sala principale del ristorante ed è proprio la torta finale a meritare menzione: logo dell’Atalanta e la scritta “So mia dientat mat” che già campeggiava sulle maglie indossate nei festeggiamenti sul campo.

Quando tutto pareva finito, ecco i due episodi che hanno reso ancora più speciale la notte di Città Alta. Un gruppetto di giocatori (tra gli altri Tiribocchi, Bonaventura, Consigli, Raimondi, Marilungo, Capelli, Madonna e Pettinari) ha lasciato poco dopo mezzanotte il locale di città bassa per raggiungere e salutare il presidente e i suoi ospiti alla Taverna Colleoni: a loro si è aggiunto Cristiano Doni e tutti quanti hanno ricevuto l’abbraccio più bello e sincero. Quello che forse, a quell’ora e in quel modo, non ti aspetti.

Un centinaio o forse più di ultras della Curva Nord ha lasciato la zona dello stadio verso mezzanotte e mezza con destinazione Piazza Vecchia, il loro arrivo ha stupito tutti quanti e l’abbraccio con il presidente, i vertici societari e i giocatori ha squarciato il silenzio di Città Alta: la serie A è appena arrivata, la voglia di festeggiare è già alle stelle e nessuno ha intenzione di tirarsi indietro.

Fabio Gennari

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