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Italia

Melania: il marito non ha detto tutto

Di Redazione4 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Melania Rea

Melania Rea

TERAMO — Verrà di nuovo ascoltato dagli investigatori Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, la giovane mamma scomparsa da Colle San Marco, ad Ascoli, il 18 aprile scorso e trovata morta in una pineta del teramano due giorni dopo.

Per chi indaga sul delitto, infatti, ci sono situazioni da definire con maggiore chiarezza, alcuni particolari che non tornano. Sentito prima di ripartire per la Campania, il caporalmaggiore dell’esercito non avrebbe detto tutto quello che sa.

Nei giorni scorsi era stata interrogata una soldatessa nel frattempo trasferita a Verona. Ora gli investigatori hanno rintracciato a Lecce una nuova fiamma del caporal maggiore, un’altra militare, e l’hanno presa a verbale. Dopo che il profiler dei carabinieri ha azzardato l’ipotesi che Melania potrebbe anche essere stata uccisa da una donna e che un testimone ha ricordato di aver notato il 18 aprile (giorno della scomparsa di Melania) una donna dall’aria frettolosa uscire dal bosco a Colle San Marco alle 15,40 quando di Melania ormai si era persa ogni traccia gli investigatori sembrano essere concentrati nella ricerca di una misteriosa presenza femminile nella vicenda.

Intanto zero certezze. Ancora nessun movente certo, nessun indagato, con sospetti che entrano ed escono come da una porta girevole e decine di persone sentite ogni giorno dai carabinieri.

Non si conosce il luogo del delitto. E ci sono dubbi anche su quello della scomparsa. Non è stata trovata l’arma. Non si sa quando, tra lunedì 18 e mercoledì 20 aprile, è avvenuto l’omicidio. L’assassino (o gli assassini: nemmeno questo si sa), che ha straziato con un piccolo coltello il corpo di Melania Rea sta mettendo a dura prova gli inquirenti.

I profili genetici trovati sulla siringa conficcata nel seno non sono riconducibili al marito Salvatore o alla moglie: potrebbero appartenere a qualche tossicodipendente che nulla ha a che fare con l’omicidio. All’interno della siringa, ritenuta una messinscena per depistare le indagini (così come il laccio emostatico e la svastica sulla coscia della donna), è stata trovata eroina. Ma Melania non aveva rapporti con il mondo della droga.

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