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Politica

Nomine: la rivincita dei Saffiottiani

Di Redazione2 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il coordinatore provinciale del Pdl Carlo Saffioti

Il coordinatore provinciale del Pdl Carlo Saffioti

BERGAMO — Ma dov’è la “nuova maggioranza” del Pdl? Se le nomine palesate in questi giorni verranno tutte confermate, il dato politico che emergerà da questo importante passaggio sarà quello di una grande rivincita dei “saffiottiani” a scapito della presunta nuova leadership del partito guidata dall’asse Pagnoncelli-Raimondi-Carrara.

Sì perché se guardiamo agli uomini che nei giorni scorsi hanno ricevuto, o presto riceveranno, incarichi di vertice negli enti pubblici, notiamo che si tratta di personaggi tutti con legami forti, oppure addirittura provenienti, dall’altrettanto presunta “vecchia maggioranza” del partito che, a quanto pare, è più viva e vegeta che mai.

Elenchiamoli: all’Atb è andato Fabrizio Antonello, notariamente vicino a Gianni D’Aloia e all’attuale coordinatore provinciale Carlo Saffioti. Alla Sacbo, il consigliere delegato dal Comune di Bergamo sarà Pietro Macconi, vice di Saffioti. Alla presidenza dell’ente aeroportuale si dice Miro Radici, da tempo immemore molto amico del deus ex machina dei saffiottiani Giancarlo Borra. En plein.

Ma se a Raimondi e Comunione Liberazione taluni protagonisti possono fare gioco, del tutto diverso è il discorso per la cordata di Pagnoncelli che resta completamente a bocca asciutta di rappresentanza nei cda che contano. Il delegato di Formigoni contava di correre personalmente alla presidenza della Sacbo, anche per le sue strette relazioni con Sea. A stoppare la sua ascesa, leggittima, è stata la Lega. Solo che lo stop si è trasformato in una “Caporetto”, tanto che la cosiddetta “nuova maggioranza” del Pdl non è riuscita a piazzare un solo uomo nelle sedi attorno a cui gira il potere pubblico bergamasco.

Ora se aggiungiamo che Pezzoni potrebbe vincere a Treviglio e Tentorio ha già vinto a Bergamo, il bottino nelle mani di Saffioti rischia di essere incontestabilmente da primato. La tanto criticata segreteria, ottenuta a dire il vero in maniera discutibile, potrebbe portare alle vittorie nei due centri più importanti della Bergamasca e ramificazioni consistenti nei gangli del potere orobico. Altro discorso è la gestione dei piccoli centri. Ma allo stato attuale delle cose sarà davvero difficile per Pagnoncelli e soci pretendere da Saffioti un avvicendamento in segreteria o altre alchimie politiche.

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