iscrizionenewslettergif
Editoriali

Atalanta, prima la A e poi caccia al nuovo leader

Di Redazione1 maggio 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cristiano Doni

Cristiano Doni

BERGAMO — L’Atalanta non vince da tre partite: non era mai successo in questa stagione. L’Atalanta ha fatto solo un punto negli ultimi 270 minuti di gioco: non era mai successo in questa stagione. L’Atalanta ha subito 6 reti contro Empoli, Crotone e Livorno: in così poco tempo, per tre gare consecutive, non era mai successo.

Prestazione e dati oggettivi alla mano, ci sarebbe parecchio da preoccuparsi in vista della prossima partita ma ci sono almeno tre motivi per sorridere forte: si gioca a Bergamo (succederà per tre volte di fila), si affronta il Portogruaro e vincendo si vola in serie A. Matematico, non servono altri incroci.

Il pareggio del Varese con il Padova e il 2-2 tra Novara e Siena confermano che in questo finale di stagione corrono tutti per non scappare e se considerate pure la Reggina che stava perdendo con l’Albinoleffe nessuna delle prime sei squadre della classifica ha vinto: quattro pareggi, una sconfitta ufficiale (l’Atalanta) e una virtuale (la Reggina).

Cosa significa? Semplice, che il calcio e la matematica viaggiano su due binari paralleli che si incontrano solo quando una squadra è talmente brava (oppure talmente scarsa) da meritarsi un balzo in avanti (oppure indietro): tutto il resto sono emozioni. E come tali vanno vissute.

Prima di pensare a quello che sarà, torniamo un attimo a Livorno. Sotto la pioggia battente della Cisa, i calcoli erano sempre i soliti: manca Doni, può bastare un bel punto e l’importante sarà vedere una squadra ancora in palla cui manca solo la certezza dei numeri. Poi arrivi a Livorno, lo stadio sembra tutto tranne che un caldo e avvolgente brulicare di passione e inizia una di quelle gare che, le giocassero i tifosi, sarebbero più combattute.

Già, perchè il Livorno ha meritato di vincere ma nella prima fase di gioco non s’è visto nulla di buono. Poi arriva il primo Parravicini che passa da quelle parti e Consigli è costretto al balzo. Si presenta Luci e la traversa dice di no. Tutti al riposo, il rientro in campo con la gemma di Bonaventura e poi le scorribande livornesi che finiscono per punire i nerazzurri: troppo svagati, disattenti e molli per essere veri.

Nel dopo gara non ci sono dichiarazioni particolari, a differenza di quanto successe a Empoli arrivano in quattro a commentare ma tutti scappano avanti. Colantuono, Bellini, Consigli e Delvecchio: partita brutta, non è andato bene niente, giriamo subito pagina. Visti i pareggi del week-end, voltiamo davvero pagina e battiamo il Portogruaro: sarà promozione matematica ma le macchie stagionali non si cancellano. In casa del Livorno si può pure perdere, contro tutti può accadere ma ci sono aspetti che pensando al futuro devono fare riflettere. E molto.

Questa squadra, come ho già sottolineato, ha dei cali di tensione in alcuni momenti delle partite che in B si possono gestire (vista la forza della rosa basta poco per girare le gare) ma che in A si pagano carissimi. L’aggravante, è che senza Doni l’Atalanta non ha un leader. Manca uno che abbia carisma, appeal, incidenza sui compagni forte a tal punto da cambiare in corsa la loro prestazione.

Non è solo una questione di qualità, Bonaventura ha dimostrato di averne e ci sono compagni che hanno giocato i mondiali oltre che uomini costantemente in doppia cifra nelle ultime stagioni, ma di testa. E il mercato sotto questo aspetto diventa determinate. Pregando (e sperando) che il numero 27 atalantino stia in gruppo anche l’anno prossimo, bisogna pescare un uomo capace di spostare gli equilibri della Dea.

Tra una settimana saremo in serie A, sabato pomeriggio Bergamo saprà spingere un’Atalanta in flessione (dopo Modena la marcia si è praticamente fermata) nel successo sul Portogruaro ma da lunedì le carte sul tavolo andranno scoperte. Ed è vietato sbagliare, dal mister in giù. Perchè la Dea deve restare in A, Percassi ha un progetto che non dura lo spazio di una stagione.

Fabio Gennari

Scotti: bassa affluenza mina vagante per il centrodestra

Carlo Scotti Foglieni Con le ultime stime e sondaggi che danno l’affluenza al voto intorno al 74 per ...

Atalanta, tutte le strade portano a Colantuono

Stefano Colantuono e Antonio Percassi BERGAMO -- E adesso nessuno si faccia prendere dalla frenesia, dall'ansia del calciomercato ad ogni ...