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Bergamo

Aeroporto, decisione vicina: Miro Radici verso la presidenza

Di Redazione29 aprile 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Miro Radici

Miro Radici

ORIO AL SERIO — Dopo un’autentica battaglia fra politica, banche e Confindustria, il patto di sindacato della Sacbo sarebbe vicino ad un accordo sul nuovo presidente della società di gestione dell’aeroporto di Orio al Serio. Si tratterebbe di Miro Radici. La vicepresidenza verrebbe affidata a Emilio Zanetti, presidente del consiglio di gestione di Ubi Banca.

Dai protagonisti non arrivano conferme. Più per motivi procedurali, a dire il vero. La decisione finale spetta infatti al patto di sindacato nel suo complesso, che si riunirà il 2 maggio. Alla fine dunque è molto probabile che si arrivi alla sostituzione del presidente uscente Mario Ratti che, almeno nelle dichiarazioni ufficiali, era ben visto dalla parte industriale della compagine azionaria che fa capo a Confindustria e Italcementi, oltre che dalle banche bergamasche, vere protagoniste di questo scontro con la politica. A prevalere sarebbero state invece le scelte di Comune e Provincia di Bergamo, ampiamente condivise dalla Compagnia delle Opere che già a novembre aveva lanciato messaggi precisi sul cambio di conduzione all’aerostazione bergamasca, in ottica sinergica con Milano (leggi l’articolo).

Ora il problema – forse aggirabile dal punto di vista formale, tutt’altro che trascurabile dal punto di vista politico -, è la posizione di Miro Radici. La holding del suo gruppo infatti detiene la maggioranza di una compagnia aerea di cargo (leggi l’articolo) e, attraverso le sue ramificazioni, conta diversi interessi nel mondo dei trasporti. Toccherà a Comune e Provincia, azionisti pubblici di maggioranza nel patto di sindacato, e allo stesso imprenditore trovare una soluzione che non consenta di incappare in un palese conflitto d’interessi.

L’azionariato di Sacbo è composto da Ubi Banca, Provincia, Comune, Camera di Commercio, Credito Bergamasco, Italcementi e Confindustria. I soci bergamaschi, in patto di sindacato, detengono il 69.02 per cento della società. Il resto è nelle mani della milanese Sea, che gestisce anche gli aeroporto di Linate e Malpensa.

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